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produzione: indipendente
 
 
BELLE & SEBASTIAN
Live @ Rolling Stone, Milano 17.03.2004
Rolling Stone strapieno per questa unica data in Italia dei nostri B&S, il cambio di etichetta e produttore (insieme all'uscita di Isobel) aveva creato qualche dubbio sul cambiamento di rotta di uno dei gruppi più amati e coccolati della scena indie, per questo la curiosità di vederli dal vivo era enorme.
L'inizio del concerto è stato quasi impeccabile, dieci minuti suonati alla perfezione ma mancava qualcosa per trascinare il numeroso pubblico, "Step into my office" ha scaldato ulteriormente il clima ma è con "Like Dylan in the movies" che ci siamo riconciliati con i B&S di sempre, disarmanti per semplicità e profondità, uno dei loro tanti piccoli gioielli pop che da quasi dieci anni ci regalano, pezzo dove la voce di Stuart è a tratti toccante e da qui è partito il concerto che tutti desideravano.
L'attacco di "Wrapped up in books", con quel suono figlio dei migliori Byrds è tra le cose più belle dell'ultimo album, e come tutte le altre canzoni tratte da Dear Catastrophe Waitress dal vivo rendono alla perfezione e il gruppo si dimostra molto affiatato. Merito di tutto questo è anche della nutrita sezione di archi che li accompagna e anche di Sarah Martin che ha raccolto lo scettro di Isobel, sia quando è alle prese con i numeri strumenti che quando sale al centro dell'attenzione con la sua tenera voce in "Asleep on a sunbeam".
Stuart sul palco si diverte e fa divertire tutto il pubblico, prima fermando tutta la band che scherzosamente stava intonando "Don't look back in anger" e poi scegliendo tra il pubblico una ragazza che visibilmente in trance gli ha fatto da interprete (con risultati esilaranti) e ha ballato per un canzone ( in quel momento più di mille persone avrebbero voluto essere la suo posto!).
I Belle hanno continuato poi a pescare dalla loro nutrita discografia pezzi anche tratti da tigermilk come la frizzante "The state I am in ed expectations" dove la tromba è diventata la protagonista assoluta della scena trascinando un pubblico sempre più entusiasta e soddisfatto, per non dimenticare canzoni come "The wrong girl" e "Fox in the snow" che sono state accolte in modo trionfale, specie per la seconda, uno dei loro pezzi più belli di sempre.
Tra intermezzi brasiliani alla Jobim e il perfetto electro-pop anni 80 di stay loose (che ha spezzato il clima sixties che i B&S riescono sempre a ricreare) si perdeva la cognizione del tempo e il concerto sarebbe potuto andare avanti per ore ore che nessuno avrebbe lasciato il RS, ma era ormai il momento dei bis e anche qui la scelta è stata la migliore possibile: "Judy and the dream of horses", cantata da tutti con il sorriso dipinto sul volto, la canzone che chiude quello che ad oggi è ancora il loro lavoro migliore ("If you're feeling sinister") e "The boy with the arab strap".
Le luci del locale si riaccendono e il palco presto si svuota, intorno solo gente che di più non avrebbe potuto chiedere, felice di aver avuto un'altra dimostrazione che i B&S non sono cambiati e il loro futuro è ancora pieno di sorprese, ora rimangono le emozioni per la serata e la voglia di rivedere per la sesta volta il loro Fans only.
Voto 10!
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