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| BLONDE REDHEAD |
| live @ Baraonda summer point, Chieri
(TO) 14.07.2004 |
Intimisti come ora, i Blonde Redhead
non lo sono stati mai. Da tempo li aspettavamo al
varco, perché questo è un momento di
forte transizione, di cambiamento drastico, per il
trio di New York.
Ed in effetti mai mi è capitato di assistere
ad una fase transitiva di simile portata, così
affascinante e soprattutto ben ponderata nelle scelte
sonore, ma anche estetiche. Di conseguenza, nel contesto
live i Blonde Redhead sono apparsi più intenti
alla tessitura di trame e atmosfere languide, soffuse
e sognanti, che non a muri di suono incontrollati
e pervasi da un’acidità chitarristica
che non appartiene più al nuovo discorso musicale,
intrapreso dapprima con il seminale “Melody
of Certain damaged lemons”, e ulteriormente
approfondito grazie a quella perla di pop-orchestrale
che è “Misery is a butterfly”,
disco da poco uscito per la storica etichetta 4AD.
Un migliaio di persone accorrono allo “stadio”
di Chieri, ed è un dato significativo dell’accresciuta
fama che permea il nome Blonde Redhead. Il trio sale
sul palco, sopraggiungono delle basi campionate che
danno alle nuove composizioni un tocco di elettronica
raffinata, quasi come degli Air intinti in schemi
di dissonante psichedelia. E’ rimasto molto
poco, nella dimensione live, delle cameristiche atmosfere
ricamate su disco dai violini (assenti nelle basi
campionate).
L’inizio dell’esibizione è di quelli
da dimenticare però: una “Falling man”
che già nella versione studio non induce a
particolari predilezioni, qui viene riproposta senza
nerbo, con una base che sovrasta i suoni provenienti
dalle chitarre, e una velocità piuttosto rallentata
nell’esecuzione. Meno male che i newyorkesi
d’adozione propongono, sin da subito, una “In
Particular” che ancora una volta non delude:
è la canzone “live” per eccellenza,
quella che trascina, che fa battere le mani, che fa
cantare e ballare. Simone Pace è un metronomo
precisissimo, secco, potente, mentre Amedeo colora
l’aria di incredibili fraseggi psichedelici,
lavorando pressoché sul canale “clean”
degli amplificatori. Tra un pezzo e l’altro
la band improvvisa jam session eteree, pulite, dal
suono ovattato, creando un flusso continuo e ininterrotto
di musica: quando subentra il magnetico e sinuoso
riff di “Misery is a butterfly” la gente
inizia a chiudere le palpebre e a fluttuare su un
tappeto sonoro che è espressione d’un
sogno di mezza estate. E Kazu a tratti fa salire i
brividi lungo la schiena, con il suo lirismo esotico,
la sua voce caratteristica, stridula e scomoda se
vogliamo, ma proprio perciò sublime: senza
di lei, i Blonde Redhead semplicemente “non
sarebbero”. La sua freddezza iconica ammalia.
E così, viene proposto quasi tutto l’ultimo
lavoro discografico (clamorose le versioni di “Messenger”
e “Anticipation”, addirittura meglio che
su disco), infondendo alla serata un tono particolarmente
crepuscolare e sensuale. Poco spazio viene riservato
al passato noise del gruppo, e tutto sommato la scelta
dà loro ragione: i ripescaggi si fermano a
“Fake can be just as good”, del 1997,
nella parte centrale del concerto, e in evidenza lo
strumentale “Futurism vs passeism” nonchè
una squassante “Water”, ancora ottime
alla distanza, ma fuori dal contesto musicale del
nuovo corso Blonde redhead, che ora si fa più
emozionale, più fascinoso, a tratti “ambient”
(come la splendida chiusura di bis con un rifacimento
di “In an Expression of the inexpressible”,
dove la Makino sale in cattedra con i suoi vocalizzi,
magistralmente effettati dai tecnici al mixer).
E’ il nuovo volto della band, che dispensa emozioni
finalmente toccanti, e dimostra la voglia e la maturità
di voler percorrere altre strade. Il live non fa altro
che sottolineare questa spinta al cambiamento, e quando
le luci dello stadio si accendono, oltre alla soddisfazione
e alla stima s’aggiunge la consapevolezza che
Kazu e i fratelli Pace possano ancora sorprendere,
in futuro: un loro concerto è la promessa d’una
maturità alle soglie del vertice assoluto,
che tramuterà davvero i Blonde Redhead in splendida
farfalla. |
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