I nostri eroi berlinesi mancano
da Roma da tre anni e mezzo, esattamente dal fortunato
tour di Silence is sexy : è ovvio che i loro
devoti della capitale e dintorni attendano con bramosia
il loro ritorno, soprattutto dopo aver ascoltato
un album variegato ed interessante come il nuovo
Perpetuum Mobile, che pur non discostandosi clamorosamente
dalle sonorità della precedente fatica gode
d'una propria spiccata personalità. Venerdì
sera, però, i conti non tornano: grazie al
prezzo d'ingresso che sarebbe eufemistico definire
popolare (e non che non ci piacciano i prezzi popolari,
beninteso
), il tendone circense dello Spazio
Boario straripa di persone che sembrano essersi
date convegno per un piacevole ritrovo salottiero.
Carpisco numerosi brandelli di conversazione che
mi tolgono ogni dubbio: gran parte dei convenuti
non conoscono neanche per sbaglio la band che sono
accorsi ad applaudire affrontando una lunga fila
in mezzo al fango (ma non ci era stato detto che,
terminata la prevendita, non ci sarebbe stato modo
di entrare per i ritardatari?).
È invece l'esibizione ad essere posticipata
di quasi due ore per fare in modo che mezza città
venga buttata sotto il tendone, con quali conseguenze
per la respirabilità dell'aria e per la qualità
dell'acustica è facile immaginare. Comunque,
l'elegante, algido e fascinoso Blixa Bargeld (che
da qualche mese non fa più parte dei Bad
Seeds per dedicare ogni sua energia alla creatura
prediletta), dopo essere giunto fin dentro il tendone
coi suoi sodali all'interno d'un pulmino fendente
l'ignara folla, esordisce con la fantastica Selbstportrait
mit Kater, riuscendo a catalizzare anche l'attenzione
di chi si trova lì per caso.
I brani che innervano Perpetuum Mobile si susseguono
con fluidità: da quelli prettamente d'atmosfera,
Paradiesseits, Ich gehe jetzt, Ein leichtes leises
Saüseln a quelli contraddistinti da una
ritmica più coinvolgente come Der Weg
ins Freie (e c'è da dire che, nonostante
l'ottima performance del gruppo, l'assenza del percussionista
transfuga F. M. Einheit si sente
). Silence
is sexy viene rievocato con brani come Sabrina
e Die Befindlichkeit des Landes, e non manca
un salto nel passato leggendario con Haus der
Lüge (sempre garanzia di brividi nella
schiena
!). Gli E. N. concedono due bis, nel
corso dei quali Blixa è costretto a pregare
il pubblico di fare silenzio (facciamoci sempre
riconoscere ..); la decisa impronta industrial d'altri
tempi che la band decide d'imprimere a queste due
uscite spiazza ovviamente gran parte del pubblico,
che inizia a vociare e chiacchierare, se possibile,
più di prima ed a strepitare imitando belluinamente
i vocalizzi di Blixa.
La fine d'un evento tanto atteso arriva dunque per
chi scrive come una liberazione. Rimane una serissima
preoccupazione per quello che sembra essere ormai
il definitivo andazzo dei concerti capitolini, al
quale sembriamo chiamati ad adeguarci: ammucchiare
la maggior quantità umanamente concepibile
di paganti in spazi spesso improvvisati, sempre
inadeguati (vedi l'ignobile precedente di gennaio
con APC). Se poi riusciremo a capire come abbiano
suonato e cantato gli artisti di turno o ad uscire
dal concerto senza essere incorsi in problemi all'apparato
respiratorio, bè, cos'altro volete: questo
è decisamente un problema nostro!!
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Chissà cosavranno pensato Blixa Bargeld
e compagni quando si sono visti dirottare dal bellissimo
Auditorium Parco della Musica al Campo Boario di
Testaccio. E chissà che faccia avranno fatto
quando, scesi dalla macchina, si sono trovati davanti
ad un enorme tendone da circo piantato in mezzo
ad un pantano, tutto buche, acquitrini, merde, fetore
e panni stesi. Chissà se limmensa struttura
circostante del ex mattatoio li abbia riportati
con la memoria a quando, giovinetti, andavano per
discariche e cantieri alla ricerca di materiali
di scarto da percuotere on stage, oppure gli abbia
messo in corpo una tale voglia di risalire in macchina
e sperdersi per le strade della capitale. Perché
beh, si, francamente e con tutto rispetto, il Campo
Boario fa proprio schifo. Specialmente dopo gli
ultimi acquazzoni.
Se non altro il dirottamento ha richiamato mezza
capitale, di cui una buona percentuale di curiosi,
invogliati sicuramente dal prezzo più che
politico del biglietto: 5 micragnosi euro. Però
avrei accettato di buon grado anche gli eventuali
30 allAuditorium, purchè fossi stato
seduto comodo, senza essere spintonato, e senza,
soprattutto il chiacchiericcio di fondo che ha disturbato
incessantemente lesibizione dei nostri. Perché
tra quella mezza capitale al Campo Boario, tra quella
buona percentuale di curiosi, cera chi del
concerto non fregava proprio un cazzo.
Per questo, un evento tanto atteso e di sicuro
interesse, sè trasformato in una braciolata
con gli amici, quattro birre, una canna di traverso
in bocca, e tanto, tanto, tanto chiacchierare.
Fosse successo una decina di anni fa, sicuramente
lapocalisse scatenata sul palco avrebbe coperto
qualsiasi disturbo del pubblico in un raggio di
tre chilometri, ma da Tabula Rasa in
poi, i Neubauten hanno abbandonato gradualmente
rumori, distorsioni, fischi, stridori per un sound
fatto di dilatazioni, pause, silenzi, rarefazioni.
Non a caso, il precedente lavoro aveva come titolo
programmatico Silence is Sexy. E le
stesse atmosfere quasi ambient si ritrovano nellultimo
Perpetuum Mobile (album ispirato e dedicato
al vento, niente meno) e, di conseguenza, nello
spettacolo portato in tour, che quellalbum
lo ripropone quasi per intero.
In un tendone da circo strapieno fino allinverosimile,
dunque, i Neubauten partono con un quartetto di
brani presi in blocco da Perpetuum Mobile,
lunghe incursioni nel loro tipico sound metallurgico,
ingentilitosi con letà e gli acciacchi.
Blixa deve aver fatto un patto col diavolo, perché
in 25 anni non ha cambiato di una solo virgola la
sua voce. Anzi, ai vari clangori e stridori e fischi
ci aggiunge di tanto in tanto degli acuti talmente
striduli dattivare gli allarmi delle macchine
parcheggiate fuori, mentre il percussionista, dietro
una santa barbara di attrezzi vari, percuote strane
installazioni rotanti farcite di plastiche e cocci.
Redukt, da Silence is Sexy
riporta la calma, e da adesso in poi il concerto
procede per alternanza di brani soft industrial
e rarefazioni ambient.
Lunico bis, arrivato dopo unora abbondante
di concerto, si apre con i Neubauten al gran completo
che, accovacciati, percuotono lastre e lamiere in
alternanza, per poi passare ad un compressore fatto
soffiare su una struttura in tubi a canne dorgano.
Blixa di tanto in tanto si scazza col fonico per
il troppo feedback. Mah
in altri tempi si
sarebbe scazzato per lesatto contrario. Chiudono
il bis November e Ich Gehe Jetzt,
ancora da Perpetuum Mobile, ed il pubblico,
certamente soddisfatto, certamente con un ma
chi cazzo saranno stati questi? nel cervello,
confluisce lento verso lesterno. La prossima
volta, LAuditorium è dobbligo
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