C'era da aspettarselo. In quest'epoca
di grandi ritorni e di bisogno di far cassa - non
c'è niente di male, si deve pur campare -
dopo il ritorno mancato dei Throbbing Gristle, che
ad ogni modo ci faranno sapere qualcosa per l'anno
prossimo, ecco Genesis P-Orridge che ripesca il
nome Psychic TV e torna in tour.
Io non posso dire qui quello che la cultura del
Novecento e diverse sottoculture devono a mr./ms.
P-Orridge, dopo oltre trent'anni di attività,
posso solo invitarvi a leggere (in inglese) per
la prima parte della sua carriera la monumentale
monografia di Simon Ford su Coum e TG, The Wreckers
of Civilization e per gli sviluppi successivi l'autobiografia/autoagiografia
scritta di proprio pugno da GP-O. Se si trova ancora
c'è anche un bel libretto in formato 7"
con testi e un po' di storia degli PTV edito da
Stampa Alternativa, a cura dell'ottimo Vittore Baroni.
Pensate che una volta si occupava, e non poco, di
GP-O anche Red Ronnie sulle reti TV nazionali. Insomma,
per chi non lo sapesse, GP-O è una celebrità
che ha messo lo zampino dappertutto nei sotterranei
della cultura del Novecento: dalla performance art
alla musica rock, dalla "industrial culture"
all'esoterismo, dal "primitivismo moderno"
delle modificazioni del corpo ai modi "alternativi"
della sessualità...
Grande quindi l'attesa per il ritorno di GP-O sulle
scene e per questa venuta in Europa con fugace passaggio
in Italia. Metteteci anche questo: il tema preferito
di GP-O degli ultimi anni è il transgenderismo,
ultimamente sfociato in mutazione corporea con interventi
di chirurgia estetica al seno e alle labbra. Come
non avere allora la curiosità di vedere com'era
combinato/a, cosa avrebbero fatto dal vivo i nuovi
PTV, che pubblico avrebbero attirato...
Personalmente non me lo potevo perdere e non me
lo sono perso. Ed ecco in sintesi la cronaca dell'evento.
Passando dalla tangenziale Bologna Nord si arriva
al TPO ed è una struttura bella grossa, non
è certo tirata a lucido, ma non è
nemmeno un cumulo di macerie, anzi. Complimenti
ai ragazzi che la gestiscono.Dentro c'è un
po' di tutto, tra cui un'ampia, ma veramente ampia
sala da concerto. Tra i banchini del merchandise
ce n'è anche uno degli PTV con tanto di batterista
del gruppo a vendere CD, una persona gentilissima.
Al lato opposto della sala rispetto al palco una
consolle con dj che riscaldano un po' l'ambiente.
Il pubblico è giovane e per nulla inquietante.
Chi si aspettava torme di fedelissimi direttamente
proiettati dagli anni Settanta-Ottanta o apparizioni
di alieni, angeli e diavoli è rimasto sicuramente
deluso. Anche perché oggi chi vuoi stupire,
la gente con i piercing, i tatuaggi, i capelli rasati
o i dreadlocks la puoi incontrare ovunque. Qualcosa
è cambiato. Non loro. Alle 23:45 arrivano
gli Psychic TV e parte un set che torna dritto come
con una macchina del tempo ai concerti rock della
seconda metà degli anni Ottanta. Parlando
per chi conosce la loro discografia, siamo nel mondo
dei live della famigerata serie da guinness dei
23 dischi, prima della svolta house.
Il pezzo è cupo, ossessivo, bellicoso: è
"Unclean", riconoscibilissima. Si segue
la falsariga di Alex Ferguson & soci di vent'anni
fa. I musicisti sono giovani, specialmente il tastierista
che a vederlo così potresti dargli 18 anni.
Alle percussioni un personaggio singolare: totalmente
avulsa dall'atteggiamento rockettaro degli altri,
la compagna di Genesis Lady Jaye, altissima, elegante,
signorile, estremamente compassata, suona le percussioni
come avrebbe potuto suonare il piano la figlia di
una famiglia nobile inglese nell'Ottocento.
Manca solo GP-O. Quando arriva, gli occhi di tutti
strabuzzano a fronte di cotanto corpo. Genesis ora
è una vispa e saltellante signora di mezz'età,
molto giovanile, che a parte gli occhi spalancati
e quasi lovecraftiani poco ricorda il vecchio agitatore
"industriale": capelli biondissimi a caschetto,
vistosi orecchini dorati, maglietta maliziosamente
scollata, minigonna in similpelle rossa e stivali
bianchi con tanto di tacco a spillo. Le labbra carnose
e i seni tondi sono proprio come si potevano immaginare.
Sullo sfondo e ai lati, video fortemente effettati
mostrano la "croce psichica" a otto braccia,
la faccia di Genesis e figure geometriche colorate.
Il tutto sa inevitabilmente molto di "factory",
di memorie warholiane, come se volessero fare un
Exploding Plastic Inevitable Show per gli anni Duemila.
Genesis canta "Jesus walked on the water"
e via blasfemeggiando, è "Unclean"
come già la conosciamo. Il gruppo è
un gruppo rock. Basso chitarra batteria tastiere.
Se la cavano. Hanno forse il sound più corposo
e compatto della storia degli PTV, ma manca quel
carattere tagliente anche se più esile che
avevano le performance anche meno riuscite degli
Ottanta. La voce di Genesis è diventata più
roca, ma è sempre ben riconoscibile e molto
particolare, ha ancora il suo fascino inquietante.
Dopo "Unclean" parte "Roman P.",
epurata dai riferimenti a Polanski - nel ritornello
canta solo "Are you free? Are you really free?
Are you really really really free?". Poi "Just
like Arcadia". Stessa storia. E così
via per oltre un'ora e tre quarti di concerto che
si conclude sugli ululati da lupo mannaro che, ancora,
ci riportano agli Eighties.
C'è un problema. Il mondo è nel bene
e nel male rinnovato, ma loro non ci portano nulla
di nuovo. C'è la curiosità di vederli
e sentirli, c'è la loro simpatia, c'è
la loro sincera voglia di divertire, ma non ci sono
più la provocazione e l'innovazione che uno
si aspetterebbe. Genesis ha già dato, è
vero. Però alla fin fine che cosa resta se
non un concerto rock... di un gruppo come ce ne
sono tanti altri?
Perché va detto che la performance è
più che dignitosa, ma non proprio trascinante.
Non a caso il pubblico, peraltro piuttosto numeroso,
non fa un grande rumore e si muove poco. La presenza
di Genesis e a modo suo anche quella di Lady Jaye
danno un tocco di cabaret. Genesis dall'alto di
una consumata esperienza di provocazioni e confronti/conflitti
con gli interlocutori più vari ha gestito
magistralmente un problema con un tizio del pubblico
che gli/le stava rompendo le palle.
Allora, che cos'hanno in più gli Psychic
TV? Solo un/una leader di grande effetto scenico,
grande ironia, grande carisma e grande esperienza...
e tanta storia alle spalle. Se vi capita l'occasione
andate a vederli, ma musicalmente ora come ora non
hanno da offrire nulla di memorabile. |