| La giovane etichetta berlinese
Shitkatapult del coraggioso T. Raumschmiere (Marco
Haas, all’anagrafe) il cui nickname deriva
direttamente da un personaggio di una short story
di William Burroughs, organizza un birthday-party
al Covo di Bologna. Per questa festa si fa accompagnare
da alcuni rappresentanti della sua etichetta, tra
cui Phon.o , autore di interessanti break-beats
fra techno danzereccia e asimmetrie varie. Non male,
anche se va detto che a parte certi passaggi molto
coloriti il tutto risulta decismente datato!
Ma veniamo al boss di casa.
T. Raumschmiere si fa conoscere appena qualche hanno
fa con l’uscita del validissimo disco d’esordio
Anti, il primo album ufficiale, dopo alcune
proposte di techno antagonista stampate solo su
12”. Un disco ben assemblato, tra sprazzi
di ambient narcolettica, ben farcita di sonorità
industriali, immersa in tessiture di minimal-techno
brumosa e notturna. Bassi tondi dall’ampiezza
esagerata, click’n’cuts studiatissimi
e glitchies sintetici d’autore a punteggiare
una trama narrativa spesso soffocata, claustrofobia,
ma non per questo incapace di seducenti suggestioni.
Nel complesso poteva risultare forse audace, così
proteso verso suoni ruvidi e sporchi, ma nello stesso
tempo molto fruibile, godibile, grazie alla generosissima
profusione di strutture ritmiche originali, pur
nella loro malata reiterazione, e alla capacità
di “adagiarsi” in ambientazioni liquide
dal vago gusto cinematico. Insomma un’opera
importante e densa di pathos, ebbra di un’estetica
visionaria, ibrida, che si nutre di hi-tech e barocco
insieme.
Questa sera, nella calda e accogliente sala concerti
del Covo, del burroughsiano Marco Haas degli esordi
neanche l’ombra. L’impressione più
netta è che il Nostro voglia calcare la mano,
sembra che voglia portare alle estreme conseguenze
il lavoro svolto finora. Audace, si diceva, e coraggioso!
Abile nell’esasperare gli elementi piu cattivi
(nel senso buono e rockettaro del termine) delle
sue composizioni; quindi nel frullatore si “catapultano”
di buon grado chitarre hard-core, punk grezzissimo
old-style e quant’altro…il punto è
che questo calcare la mano non è un male
assoluto, anzi! E’ senz’altro una sfida
che il caro Marco lancia a se stesso, forse non
solo a se stesso, ma nella quale rimane magicamente
impigliato. Non ne esce, e francamente è
un peccato!
Il “VeLoConsiglioVivamente” primo disco
di T. Raumschmiere Anti è speciale,
sempre in equilibrio tra eros e thanatos, si inserisce
a buon diritto tra le produzioni più convincenti
made in Germany di questo inizio secolo, all’interno
di quella scena tanto prolifica che muove tra glitch-pop
e minimal techno d’avanguardia, alla conquista
del mondo.
Al contrario, il secondo capitolo Radio Black
Out delle avvincenti avventure del giovane
T. Raumschmiere non convince, affatto. Punk-hard-core
misto a campionatori impazziti intenti a disegnare
un muro di suono capace di destabilizzare l’equilibrio
mentale anche dei più convinti sostenitori
del genere, noise a gò gò, metallo
pesante e loop frastagliatissimi e asimmetrici di
elettronica dissociata.
Esattamente lungo queste “black-out”
linee-guida si muove il live di questa sera, e francamente
alla fine risulterà STUCCHEVOLE. Non mancano
certi momenti interessanti, laddove il Nostro si
preoccupa di smussare un po’ più gli
angoli di queste partiture tanto spigolose, ma nel
complesso gli spigoli prevarranno sulle limature.
A tratti sembra di stare a sentire una band, una
punk band post-moderna (passatemi il termine abusatissimo!!!),
ma questa sensazione (detta così sembra un
complimento, e lo è fino a un certo punto!)
è però discontinua, a singhiozzo,
facendo risultare la performance artefatta.
Caro Marco, i numeri ci sono! Giocateli bene, altrimenti
sembra che stai barando!!!
|