| Nel Belpaese c'erano passati solo
un'altra volta, per un'occasione mondana legata
alla moda, e quindi i loro fans si erano dovuti
accontentare fino ad oggi di ballare nelle proprie
camere sulle note di "Echoes", in attesa
del loro vero esordio.
Ma per il quartetto newyorkese bisogna attendere
che passi la mezzora in cui i Dead Combo mi fanno
capire che in questa ondata di New Rock una possibilità
viene data veramente a chiunque.
Trenta minuti circa senza lasciare il minimo segno
sulla serata sfoderando un sound ibrido a metà
tra i peggiori Depeche Mode e degli appassiti Cramps.
Il tanto atteso momento arriva comunque presto e
i The Rapture raddrizzano in breve una serata nata
male spazzando via tutte le diatribe su chi in questi
mesi ha provato in ogni modo a classificarli (ellettro-rock
o punk-funk? questo è il problema...) e catturando
il pubblico con il loro groove solido ed efficace.
Gli anni 80' sono dietro l'angolo e la loro prestazione
ce lo ricorda prepotentemente, un'ora di schizzofrenia
pura in cui genio e sregolatezza di questi giovani
artisti vengono sparate in faccia al numeroso pubblico
presente in sala.
Dei martelli elettronici che in poco più
di 60 minuti riescono ad alternare le più
diverse atmosfere, tirando in ballo nomi del calibro
di The Cure e Gang Of Four, e facendoci capire che
la "new rock revolution" non è
fatta solo di minestre riscaldate...
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