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tracklist
Ballata per la mia piccola Iena
La Fine è la più Importante
Male di Miele
Sulle Labbra
La Sottile Linea Bianca
La Vedova Bianca
Il Sangue di Giuda
Ci Sono Molti Modi
Rapace
Dea
Chissà com'è
Carne Fresca
Pelle
Musicista Contabile
Veleno
Non sono Immaginario
La Canzone di Marinella
Quello che non c'è
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| AFTERHOURS |
| live @ Buddha, Orzinuovi (BS), 18/03/2005 |
Dopo sei mesi di pausa gli Afterhours
tornano per presentare un disco nuovo in uscita tra
un mese, e le aspettative sono grandi.
Questa è la prima data del tour e il Buddha
è sold out. Il pubblico rumoreggia nell’attesa
fin quando, poco dopo le undici, il miglior gruppo
italiano in attività sale sul palco.
La formazione, la stessa per tutto il concerto, è
quella consueta, senza ospiti: Manuel Agnelli per
chitarra, piano e voce, Andrea Viti al basso, Dario
Ciffo al violino, Giorgio Ciccarelli alla seconda
chitarra e Giorgio Prette alla batteria.
Vestiti di nero, sobri, le facce serie. Nessuna parola
e attaccano con il primo singolo del nuovo album:
Ballata per la mia Piccola Iena.
Un pezzo intenso, con poche variazioni nella musica
e un alternarsi di calma e furia nella voce di Manuel.
Il testo parla di un amore tormentato, come gran parte
di quelli nuovi, spesso in seconda persona, come a
rivolgersi a qualcuno di preciso.
I pezzi nuovi presentati saranno molti, circa 8. Uno
stupisce per la melodia poppeggiante, uno non mi entusiasma,
gli altri mi piacciono e credo avranno bisogno di
vari ascolti per essere metabolizzati. Tra questi
i due pezzi che furono già presentati al Tora
Tora di settembre, magnifici, specialmente Ci
sono molti modi che si candida ad essere la
più bella canzone degli After. Questi i brani
di "Ballate per Piccole Iene", in uscita
il 15 di aprile, lavoro che uscirà in tutto
il mondo, come ci tiene a sottolineare Manuel, fiero
nell’annunciarlo.
Il concerto scorre senza sbavature e con diversi classici.
Tra queste le furiose Dea, Veleno
(sempre grandiosa) e Male di miele, ma c’è
spazio anche per momenti più calmi ed evocativi
come La Canzone di Marinella e Pelle.
Nei pezzi più movimentati il pubblico poga
furiosamente, ma lo fa anche su pezzi meno adatti
come Sulle Labbra. Si vedono anche numerosi
stage diving, che lasciano un po’ perplessi.
Poi un ripescaggio inaspettato: Musicista Contabile,
piuttosto dilatata, e si prosegue con Quello che
non c’è, vero e proprio inno del
gruppo, cantata all’unisono da tutto il locale,
più che ogni altro pezzo, e la versione solo
voce e chitarra, con supporto del pubblico per qualche
strofa, di Non sono Immaginario, già
sentita nelle ultime date del tour precedente.
Dalla scaletta restano fuori cose come Dentro
Marylin, Non è per sempre, Voglio
una pelle splendida e Non si esce vivi dagli
anni ottanta, e sono assenze che basiscono. Certo
è che se dovessero suonare tutti i classici
il loro set durerebbe tre ore. Di sicuro il pubblico
gradirebbe, però la cosa avrebbe anche dei
problemi per i locali e per i musicisti. Comunque
credo dovranno fare i conti con questa cosa, prima
o poi.
Dopo un’ora e 20 il concerto finisce, gli After
ringraziano e il pubblico esulta.
Con queste premesse l’attesa per l’album
nuovo si fa spasmodica, e con essa la speranza (la
certezza?) di essere di fronte a un grande lavoro. |
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