link
concerto, discografia, articolo, tour, live report, date, calendario, programma, concerti, biografia, intervista, speciale, monografia
 
 
 
DÄLEK
live @ Circolo degli Artisti, Roma, 16/05/05

E’ possibile che non convinceremo mai del tutto i ragazzi bianchi ad ascoltare hip-hop, nonostante Saul Williams abbia passato la vita a darglielo mentre nessuno guardava, e nonostante Dälek –che si pronuncia Dialect, indossa una maglietta massiccia [gergo b-boy] con (prova ad abbattere 21) Tyson [criptocitazionismo b-boy], e non è davvero più alto di un metro e quaranta centimetri per stimabili 85 chili-, abbia ben poco a che spartire con tutto-quello-a-cui-pensa-chi-non-ascolta-hip-hop-quando-sente-dire-hip-hop.
I fatti sono questi: la musica di Dälek, o meglio, del trio che porta lo stesso nome del suo leader, ricorda i Public Enemy e i Cannibal Ox, ma ricorda anche i My Bloody Valentine (© di qualche rivista musicale italiana, ma faccio volentieri mio questo paragone, dal momento che non so proprio nulla di musica) e i Nine Inch Nails (© della mia mente bacata), e nonostante il pubblico romano si tenga all’inizio prudentemente distante dalle transenne –cosa che accade praticamente sempre in questa città, nei concerti meno affollati: paura di essere divorati vivi dal cantante? E, se sì, nel caso di Dälek si può forse dar torto agli spettatori paganti?-, dopo un paio di pezzi perlomeno scuote la testa, cosa non da poco per noi Magnanimi Nipoti di Romolo, e verso la fine del concerto sta addirittura pogando. Credo sia difficile da immaginare –o semplicemente da accettare- che il muro di suono più compatto e il feedback più lancinanti che si siano sentiti nella capitale da parecchi mesi siano prodotti da gente che non usa nemmeno una chitarra.
Davanti a 30 o 40 persone il dj, cotonato e bellissimo, fa headbanging mette le cuffie toglie le cuffie fa headbanging accende una sigaretta mette le cuffie spegne una sigaretta fa headbanging urla nella puntina del giradischi toglie le cuffie accende una sigaretta urla nella puntina del giradischi. L’uomo dietro al computer, tatuato e minaccioso, ci guarda inquietante e salta sul posto. Passano cinquanta minuti e Dälek lascia cadere il microfono a terra, e va via senza una parola. Verso le due qualcuno lo vede al bagno, mentre lava la maglietta che ha usato durante lo show.
E’ difficile credere che ci sia giustizia, a questo mondo.

Edit in corsivo per non guastarvi l’emozione: ha aperto il concerto un tale Oddateee, e anche se so che non è molto professionale dire apertamente che non so chi sia questo Oddateee, ebbene, non so chi DIAVOLO sia questo Oddateee. Comunque fa hip-hop molto più canonico ma stiloso ed entertaining, indossa infradito con calzettoni di spugna blu e dà personalmente la mano a me e a due miei amici, gli unici a stare in prima fila durante il suo set. Il ragazzo è un signore e fa finta di nulla, giusto una battuta circa il calore della gente. Il mondo appartiene ai ragazzi con i capelli afro. Rezpect. Yo. Peace. Reprazent.

invia un live report di Daniele
| home | live reports | articoli | top |