Direttamente dal londinese Astoria,
palcoscenico della prima data del club tour per
presentare in anteprima l’ultimo lavoro in
studio Don’t Believe The Truth, i fratelli
Gallagher e gli altri membri degli Oasis (gli ormai
consolidati Gem Archer e Andy Bell più Zak
Starley, figlio di Ringo Starr, alla batteria dopo
la cacciata di Alan White) giungono a Milano in
un Alcatraz andato sold out in tre ore il giorno
della messa in vendita degli ambitissimi biglietti.
L’attesa è tanta: il gruppo promette
di suonare anche pezzi tratti dal nuovo album e
mantiene la parola data con la bellissima opening
track Turn Up the Sun, scritta da un Andy Bell che
ha saputo alternare la vena psichedelica di intro
e outro col rock deciso della parte centrale, il
primo singolo Lyla, sul quale Liam deve ancora lavorare
un po’, The Importance of Being Idle, canzone
molto valida dal sapore beatlesiano cantata da Noel,
il punk rock di The Meaning of Soul, nulla di eccezionale,
ed infine Mucky Fingers, una scarica elettrica che
richiama da molto vicino Waitng for the Man dei
Velvet Underground.
Diciassette pezzi per un’ora e venti di concerto
(registrato per MTV Supersonic del 27 Maggio), il
giusto se teniamo presente che questo è uno
spettacolo per pochi fortunati con il solo scopo
di dare un assaggio del lungo tour incombente, nel
quale non mancano ovviamente i grandi classici dal
1994 ad oggi: Liam stupisce per il miglioramento
vocale rispetto agli scorsi anni nell’immortale
e sempre fantastica Champagne Supernova, nella recente
Stop Crying Your Heart Out ed in Live Forever, un
classico del rock ‘n’ roll anni novanta.
La band intanto dà il meglio di sé
nell’outro di Rock ‘n’ Roll Star,
nel riff trascinante di Cigarettes & Alcohol
e nei due “best seller” Wonderwall e
Don’t Look Back in Anger.
Il gruppo che ha calcato le scene minimaliste dell’Alcatraz
ha dimostrato di essere ancora un punto di riferimento
per il mondo del rock ‘n’ roll, sempre
più costellato di meteore contro i pochi
gruppi capaci di segnare indelebilmente il rock
anni novanta ancora in circolazione. Gli Oasis,
a dieci anni e passa dal loro album d’esordio,
suonano ancora come un tempo, forse meglio, e non
hanno ancora perso quell’innata capacità
di catalizzare su di sé l’attenzione
della gente creando delle canzoni che immancabilmente
sono destinate a divenire dei classici. E scusate
se è poco. |