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OFFLAGA DISCO PAX
live @ Piazza del Popolo, Cavriago (RE), 25/04/2005
Girando in macchina per Cavriago, nella breve ricerca della piazza dove suoneranno gli Offlaga, vedo una scritta su un muro. Una scritta che a Milano, o in qualunque altra parte d’Italia avrebbe un significato diverso da quello che ha qui, nel cuore dell' Emilia, in un paese dove a pochi metri c’è Piazza Lenin: “Basta con il centro sinistra”.
Questa scritta è l’essenza genuina di un paese entrato di prepotenza nella mappa dell’indie rock italiano, da quando gli Offlaga ne hanno raccontato il mito in “Piccola Pietroburgo”.
E così questo è il luogo più adatto dove suonare in uno “splendido e irrinunciabile” 25 aprile, più precisamente in piazza del Popolo, davanti al Municipio, usando come palco il monumento ai caduti. L’idea è di Jukka Reverberi:chitarrista dei Giardini di Mirò, amico di una vita e cavriaghese doc.
Il concerto è quello che gli Offlaga stanno portando in giro da qualche mese: tutti i pezzi del disco, più l’inedita “Superchiome”, ma c’è anche una novità. Una canzone che parla di Paolo Davoli, il partigiano Sertorio. Un testo durissimo, emozionante, soprattutto lì e in quel giorno. Perché i morti non sono tutti uguali. L’emozione di Max è visibile, e anche quella della piazza. E all’improvviso spunta il sole.
Il resto è il solito grande concerto degli Offlaga, con qualche difficoltà tecnica in più – normale, considerando la situazione non proprio agevole - lancio di Tatranky e di Cinnamon, per l’occasione particolarmente copiosi, e la gente che sa a memoria i pezzi e balla sulle musiche di Enrico e Daniele. La differenza sta nella location, nella presenza di molti amici, e nella giornata particolare: si suona di pomeriggio, con il tempo incerto, è una situazione diversa da tutte le altre e i tre sono un po’ emozionati La differenza sta nella gente che passa, con i cani, con i bambini, a passeggio, e si ferma ad ascoltare. La differenza sta nel fatto che su Piccola Pietroburgo i cavriaghesi hanno un sorriso diverso da quello degli altri. La differenza sta nel fatto che quando si parla di Piazza Lenin anziché “a Cavriago” si dice “qui vicino” e quando si parla della cooperativa cinema teatro Novecento la si indica con il dito, che quando si nomina Jukka Reverberi tutti lo guardano e lui sorride.
Il pubblico è coinvolto e partecipe, durante l’inno “Robespierre” si alza un cartello rivolto a Max, che scoppia a ridere: “Santo subito”.
Una festa, più che un concerto vero e proprio. Una festa di amicizia, bella musica e resistenza.
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