Doverosa invettiva:
Massimo disappunto nei confronti di Ticketone,
che lascia esaurire tutti i biglietti disponibili
per il concerto su internet, così accade
che questi non arrivino alle “prevendite abituali”
e fuori dal locale prosperino i bagarini.
Punto e a capo.
E così, finalmente, i Queens Of The Stone
Age. Non ero mai riuscito a vederli prima. E ora,
tra poco, saranno su un palco, davanti a me.
Nati dalle ceneri dei Kyuss i Queens Of The Stone
Age sono uno dei gruppi più devastanti in
attività, forse l’unico Grande Gruppo
emerso dopo i Nirvana. La loro musica è potentissima,
è un muro di suono, è furia animale,
è una carica continua, è perdere il
controllo. Tutto questo sposato a un songwriting
eccelso e a un’assoluta perizia tecnica.
Purtroppo in questa data – e nelle prossime
- si dovrà fare a meno dello storico bassista
Nick Olivieri, vera incarnazione del demonio, con
il suo pizzetto e la sua abitudine di suonare spesso
completamente nudo. Infatti è stato lasciato
dal gruppo poiché semplicemente ingestibile.
Il valore aggiunto della serata è però
la presenza di Mark Lanegan. Cantante dal carisma
illimitato, probabilmente la voce più meravigliosa
e cupa di tutti i tempi.
Alle 9 e 20 attaccano, preceduti da un’improbabile
Sex Machine di James Brown, con uno dei pezzi migliori
del nuovo album. Someone's In The Wolf dà
inizio al rituale, con il suo riff potente e le
sue continue variazioni. La formazione presenta
– oltre a Lanegan e al frontman Josh Homme-
Troy van Leeuwen alla seconda chitarra, Dan Druff
al basso e Joey Castillo alla batteria. Vengono
proposti brani dall’ultimo lavoro, si fanno
notare particolarmente Everybody Knows That You're
Insane e il singolo Little Sister, e brani dallo
straordinario Rated R, datato 2000, tra i quali
gli inni The Lost Art Of Keeping A Secret e Monsters
In The Parasol, nel tripudio dei presenti.
Ma solo successivamente si scatenerà la bolgia.
Su Go With The Flow anche i più calmi si
lanciano in avanti, per dimenarsi come pazzi, e
il locale diventa una succursale dell’Inferno,
con tutto, ma davvero tutto, il pubblico a saltare
e dimenarsi.
Non a caso pochi minuti dopo sale sul palco ad officiare
Sua Demonicità Mark Lanegan.
Insieme a Josh o da solo canta pezzi dal capolavoro
Songs For The Deaf e una cover degli ZZ Top per
un’apparizione di circa mezz’ora, durante
la quale il pubblico non smette nemmeno per un secondo
di agitarsi, tutto è movimento e furia. Si
respira sudore e si ricevono colpi, sia dai suoni
provenienti dal palco, che da chi è vicino.
Ancora un paio di brani, tra i quali l’ottima
In my head, dal nuovo Lullabyes To Paralyze (del
quale questa è la prima data del tour di
presentazione, che si svolge per scelta in locali
non molto grandi) e la chiusura è affidata
al loro più grande successo: la trascinante
No One Knows. Inutile descrivere ancora la reazione
del pubblico, qui se possibile ancora più
eccitata di prima.
Dopo un’ora e 40 minuti i Queens Of The Stone
Age lasciano il palco, pronti ad incendiare altri
locali e a portare ancora avanti quella splendida
forza della natura che prende il nome di Rock, e
della quale loro sono al momento forse i migliori
discepoli. |