l i n k
concerto, discografia, articolo, tour, live report, date, calendario, programma, concerti, biografia, intervista, speciale, monografia
 
 
 
QUEENS OF THE STONE AGE
live @ Transilvania, Milano, 14/02/2005

Doverosa invettiva:

Massimo disappunto nei confronti di Ticketone, che lascia esaurire tutti i biglietti disponibili per il concerto su internet, così accade che questi non arrivino alle “prevendite abituali” e fuori dal locale prosperino i bagarini.

Punto e a capo.

E così, finalmente, i Queens Of The Stone Age. Non ero mai riuscito a vederli prima. E ora, tra poco, saranno su un palco, davanti a me.
Nati dalle ceneri dei Kyuss i Queens Of The Stone Age sono uno dei gruppi più devastanti in attività, forse l’unico Grande Gruppo emerso dopo i Nirvana. La loro musica è potentissima, è un muro di suono, è furia animale, è una carica continua, è perdere il controllo. Tutto questo sposato a un songwriting eccelso e a un’assoluta perizia tecnica.
Purtroppo in questa data – e nelle prossime - si dovrà fare a meno dello storico bassista Nick Olivieri, vera incarnazione del demonio, con il suo pizzetto e la sua abitudine di suonare spesso completamente nudo. Infatti è stato lasciato dal gruppo poiché semplicemente ingestibile.
Il valore aggiunto della serata è però la presenza di Mark Lanegan. Cantante dal carisma illimitato, probabilmente la voce più meravigliosa e cupa di tutti i tempi.
Alle 9 e 20 attaccano, preceduti da un’improbabile Sex Machine di James Brown, con uno dei pezzi migliori del nuovo album. Someone's In The Wolf dà inizio al rituale, con il suo riff potente e le sue continue variazioni. La formazione presenta – oltre a Lanegan e al frontman Josh Homme- Troy van Leeuwen alla seconda chitarra, Dan Druff al basso e Joey Castillo alla batteria. Vengono proposti brani dall’ultimo lavoro, si fanno notare particolarmente Everybody Knows That You're Insane e il singolo Little Sister, e brani dallo straordinario Rated R, datato 2000, tra i quali gli inni The Lost Art Of Keeping A Secret e Monsters In The Parasol, nel tripudio dei presenti.
Ma solo successivamente si scatenerà la bolgia.
Su Go With The Flow anche i più calmi si lanciano in avanti, per dimenarsi come pazzi, e il locale diventa una succursale dell’Inferno, con tutto, ma davvero tutto, il pubblico a saltare e dimenarsi.
Non a caso pochi minuti dopo sale sul palco ad officiare Sua Demonicità Mark Lanegan.
Insieme a Josh o da solo canta pezzi dal capolavoro Songs For The Deaf e una cover degli ZZ Top per un’apparizione di circa mezz’ora, durante la quale il pubblico non smette nemmeno per un secondo di agitarsi, tutto è movimento e furia. Si respira sudore e si ricevono colpi, sia dai suoni provenienti dal palco, che da chi è vicino.
Ancora un paio di brani, tra i quali l’ottima In my head, dal nuovo Lullabyes To Paralyze (del quale questa è la prima data del tour di presentazione, che si svolge per scelta in locali non molto grandi) e la chiusura è affidata al loro più grande successo: la trascinante No One Knows. Inutile descrivere ancora la reazione del pubblico, qui se possibile ancora più eccitata di prima.
Dopo un’ora e 40 minuti i Queens Of The Stone Age lasciano il palco, pronti ad incendiare altri locali e a portare ancora avanti quella splendida forza della natura che prende il nome di Rock, e della quale loro sono al momento forse i migliori discepoli.

invia un live report di Federico Sardo
| home | live reports | articoli | top |