| Questa volta non sono proprio riuscito a farmi passare accanto le cose e lasciare che mi sfiorassero solamente. Ho deciso di immergermi totalmente nel bellissimo spettacolo messo in piedi da Benvegnù e soci, per goderne appieno le melodie, i testi, la forza espressiva.
Sì perché Paolo Benvegnù ha da poco iniziato un tour nei piccoli club di tutta Italia per farci sentire le nuove canzoni, dopo che già eravamo stati rapiti dalle emozionanti canzoni contenute in Piccoli fragilissimi film.
Il Barrio è un locale medio-piccolo, che i venditori di case definirebbero accogliente; il luogo ideale per le canzoni di Benvegnù, con le sue composizioni sempre in bilico tra canzone d’autore e rock d’avanguardia.
Così d’avanguardia che certi arrangiamenti delle canzoni presenti in Piccoli fragilissimi film sembrano irriconoscibili ai primi secondi di ascolto, per poi sciogliersi in ciò che già avevamo sentito e apprezzato, ma che in questa veste, inevitabilmente, amiamo, se non di più in modo diverso.
Ci sono pause, vuoti che sembrano incolmabili, nelle canzoni di Benvegnù; c’è spazio tra le canzoni per altra arte cara all’artista Bresciano, il teatro.
I suoi concerti sono sempre un misto di musica e teatro.
Lui non canta le canzoni, le interpreta in modo fisico, e in questo senso la dimensione spaziale del Barrio, la vicinanza, l’assenza di barriere tra pubblico e artista, alimenta l’intensità dell’interpretazione.
Per questa tournee Paolo è accompagnato da musicisti che definire talentuosi è porre un limite alle loro capacità musicali. L’intesa è perfetta, la resa scenica e sonora altrettanto.
A fine concerto non si può che rimanere soddisfatti, gratificati da spettacoli così coinvolgenti, tanto da mettersi in coda, come al supermercato, per stringere la mano a chi ti ha fatto stare bene per un’ora e mezza abbondante, solo per dire grazie.
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