Location 'storica' per il ritorno a Roma degli Editors che presentano il tour del loro secondo lavoro “An End Has a Start”, il Piper per una sera ha accolto un pubblico variegato e competente di seguaci della nuova scena Indie chiamata New Wave of New Wave in una dimensione abbastanza ristretta ma allo stesso tempo ideale per gustare appieno ogni sfumatura dell' esibizione.
La band inglese si presenta sul palco con la classica formazione chitarra / basso / batteria con il leader Tom Smith che alterna chitarra ritmica e pianoforte.
L'inizio del concerto è allo stesso tempo fulminante e rivelatore, i pezzi proposti in questa apertura sono tra i più trascinanti e ballabili del loro repertorio Lights, Bones, An End Has a Start ma la vera nota positiva è Tom Smith che è un vero e proprio istrione e front man a modo suo, sul palco sia
timido che trascinatore.
Brani come Escape the Nest, When Anger Shows e Spiders (con una inaspettata citazione addirittura per Red Rain del maestro Peter Gabriel!) segnano il momento più intenso ed intimo della serata, qui gli Editors dimostrano di riuscire veramente a trasmettere emozioni vere al pubblico con le loro performance.
La chiusura della canonica setlist ci regala l'ultimo singolo Racing Rats e Munich, loro vero cavallo di battaglia, che precedono una breve pausa per poi riprendere con l'encore finale che delizia i presenti con una Smokers Outside the Hospital Doors sentitissima, e Fingers in the Factories dal loro primo 'the Back Room' che li porta direttamente a ricevere il giusto e meritato tributo dal pubblico romano.
L'impressione che ha lasciato questo concerto è quella che il quartetto inglese ha talento da vendere e già oggi sarebbe riduttivo affibbiargli varie etichette dovute a somiglianze, più o meno marcate, con gli artisti del passato ma bisogna anzi dare atto agli Editors che hanno sicuramente sviluppato un loro sound ampiamente riconoscibile e personale, e questo con i tempi che che corrono in ambito musicale è sicuramente un grande merito.
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