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discografia, biografia, articolo, intervista, speciale, monografia

discografia:

1979 - Unknown Pleasures

1980 - Closer

1981 - Still

1988 - Substance

1982 - (video) - Here Are The Young Men


 
JOY DIVISION
Tante cose, troppe, sono state dette sui Joy Division e sul carismatico leader Ian Curtis e tutte incentrate prevalentemente su quest'ultimo perdendo di vista il suono ed il messaggio che i quattro hanno cercato di divulgare nella loro pur breve esperienza musicale. Ciò che vado a scrivere non ha la presunzione di essere verità assoluta, ma è il semplice tentativo di far conoscere il gruppo a coloro che solo di sfuggita hanno avuto a che fare con le liriche di Ian Curtis e compagni, soprattutto perché da un po' di tempo a questo parte, dopo il riemergere di certe sonorità prettamente dark, gira con una certa frequenza "Love Will Tears Us Apart" che è un pezzo minore di tutta la discografia Joy Division, che potrebbe far accomunare i nostri a quel filone della new wave che oggi, dopo l'emergere di gruppi come gli Interpol, si farebbe meglio ad etichettare pop.
Di solito i media tentano a definire i Nostri "cantori della morte", frase questa ad effetto che all'inizio degli anni ottanta, da una certa stampa soprattutto di oltremanica, veniva usata in termine negativo e dispregiativo per indicare quei gruppi che, nel tentativo di farsi conoscere ( senza aprire nessuna polemica vedi il fenomeno Cure ed il passaggio da un album come Pornography ai singoli "Let's Go To Bed" - "The Walk" - "Love Cats"), giocavano sui sentimenti della gente.
Certo le problematiche toccate dalle liriche e "l'accompagnamento musicale" alle stesse non poteva certo dirsi allegro ma l'enfatizzazione di queste atmosfere ha con il tempo spostato il centro dell'attenzione da un discorso prettamente musicale, a quello di gossip soprattutto dovuta alla malattia, l'epilessia, di Curtis che già prima che morisse lo fece innalzare a martire ( senza, fortunatamente, le pacchianate che girano attorno a Jim Morrisson & Kurt Cobain che comunque non hanno mai disdegnato ciò che il sistema dava loro).
I quattro iniziarono la loro avventura musicale con il nome di Warsaw cambiandolo successivamente in Joy Division, non prima di incidere un 7" intitolato "An Ideal For Living" nome scelto da Ian Curtis dopo aver letto il libro "La Casa delle Bambole" dove viene narrata la storia di una ragazza ebrea morta in un campo di sterminio dopo aver passato un bel po' di tempo nella Joy Divison che era un ala del campo di concentramento dopo i gerarchi delle SS stupravano le ebree.
Il primo contratto discografico venne stipulato con la RCA ma ebbe vita breve perché predisposto su modelli utilizzati nel mercato Americano che mal si conciliavano con l'esplosione delle etichette indipendenti che nascevano come funghi con l'esplosione del punk. Fu così che i Nostri firmarono un contratto con la Factory ed il 31 gennaio del 1979 incisero la loro prima John Peel Session. I tempi erano ormai maturi per la pubblicazione del loro primo lavoro UNKNOWN PLEASURES (1979) che sin dai primi secondi del pezzo fa risaltare quello che diventerà il marchio di fabbrica per eccellenza del gruppo, cioè il basso suonato "sull'estremo alto" da parte di Peter Hook. Un album questo che i puristi definiscono "grezzo" dimenticando che siamo nell'anno 1979 il do-it-yourself del Punk la fa da padrone, ed i Nostri provengono proprio da quel retaggio culturale che metteva da parte la perizia musicale per favorire la freschezza e la immediatezza. Quindi, se questo primo lavoro fa emergere una attitudine punk, almeno nelle forme, dall'altro mette in risalto anche una certa scrittura alquanto personale di Ian Curtis che in "Candidate" canta "Oh, non so cosa mi abbiano fatto (….) Per scambiare il male col bene" a sottolineare una difficoltà di adattamento a quelli che erano ( e sono ) i luoghi comuni di una società benpensante che conosce solo il termine avidità., spingendosi oltre in "New Daws Fades - ….di tutti gli errori che abbiamo commesso ho preso la colpa….", facendo fatica ad accettare un destino che voleva di lui una Star dello scenario musicale, prendendosi comunque sulle sue spalle tutti gli errori del music-business.
Ma sono "She's Lost Control" e "Insight" il punto di non ritorno dove quest'ultimo pezzo si apre con il rumore di un portone che si chiude e con Curtis che canta "…ricordo quando eravamo giovani….." ( tema questo ripreso in Closer ) sicuramente l'apice di un album suonato, al di là di un'apparente povertà strumentale e tecnica, maestosamente e prodotto diversamente da quello che il quel periodo, al lavoro con Television e Siouxie, veniva prodotto da Steve Lyllewhite. Quindi niente sezione ritmica "torniturante" e voce che si aggrappa ad essa rincorrendola, ma semplicità nei suoni con un basso che tocca le profondità dell'anima ed una chitarra mai invadente nei pur brevi assoli che le venivano concessi. L'album viene chiuso da "I Remember Nothing" che idealmente rappresenta ciò che probabilmente Curtis voleva e cioè svegliarsi e ritrovarsi su di un nuovo mondo. Pubblicato questo primo lavoro il gruppo continuò in una serie di uscite su 7" e 12" intensificando la loro attività live (vi consiglio di reperire il bootleg del live al Paradiso di Amsterdam il 11/1/1980) fino al 2 maggio ultima volta in cui il gruppo si esibì dal vivo. Il 19 di maggio sarebbero partiti per una tournee in America ma Ian Curtis aveva già deciso di compiere un altro "viaggio"; il 18/5/1980 venne trovato suicida nel suo appartamento.
CLOSER (1980) uscì postumo ed al di là della copertina di cattivo gusto, il resto invece è da lasciar senza parole con il tribalismo di "Atrocity Exhibition", il cameo "Isolation", con il quale il gruppo sperimentò l'uso del synth, l'impeto di "Heart and Soul" (…..cuore ed anima uno solo brucerà…..), il disincanto in "Colony" (……non capisco questi adattamenti(…) sono riamsto solo nella mia colonia…) dove viene sottolineata ancora una volta la difficoltà di adattamento agli stereotipi di una società consumistica da parte di Curtis, per chiudere con "The Eternal" e "Decades" che con il loro incedere ipnotico da sole valgono una garanzia di immortalità per la band di Manchester.
Alla morte di Curtis gli altri componenti del gruppo, memori di un patto, decisero di continuare con il nome New Order, mentre nell'ottobre del 1981 venne pubblicato STILL che contiene inediti ( alcuni Curtis non voleva che venissero pubblicati ) ed un Live.
Nell'estate del 1988 la Factory ripubblicò "Atmosphere" come singolo fcendo uscire la raccolta "SUBSTANCE 77-80" mentre è di questi giorni l'uscita di un doppio DVD.
Se volete farvi un'idea del gruppo ed avere allo stesso tempo l'indispensabile vi consiglio di reperire solo i lavori che vi ho indicato innanzi.
Aggiungeteci, se lo trovate, il video "HERE ARE THE YOUNG MEN" e se avete la fortuna di essere nati a metà degli anni ottanta e siete cresciuti a Blink 182 e/o Offspring e vi credete alternativi bene cercate su qualche P2P qualche brano dei Joy Division e capirete che fino ad oggi avete perso un bel po' di tempo.
  di Gianluca D'Amato
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