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biografia, articolo, intervista, speciale, monografia |
discografia: The
Smiths
1984 - 7/10 Hatful Of Hollow
1985 - 7/10 Meat is Murder
1985 - 8/10 The Queen Is Dead
1986 - 8/10 Strageways Here We
Come 1987 -7/10 raccolte:
The World wont Listen, 1986 Louder
Than Bombs, 1986 The Best vol. 1 e
2, 1993 live: Rank
1988 - 6/10 The Singles
1997 |
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| THE SMITHS |
Quando ero un ragazzino (non che ora
sia così vecchio ho 29 anni), e la musica riempiva
le mie lunghe ore di svago, mia madre mi rimproverava
dicendo che con il tempo avrei rimpianto tutti i soldi
spesi in LP e K7 (nell'ottantasette il Cd era un privilegio).
Fortunatamente le cose sono e stanno andando diversamente
da come la Genitrice diceva (e dice); a quei tempi
non sapendo come rispondere a queste sue affermazioni
il più delle volte mi rifugiavo in "Meat
is Murder degli Smiths"e bastavano poche note
di Headmaster Ritual per dimenticare il rimprovero
e per farmi rafforzare la convinzione che i soldi
spesi erano ben spesi.
Forse il fatto che andassi a rifugiarmi in un disco
degli Smiths, che più di altri gruppi hanno
meglio rappresentato il disagio giovanile, era una
scelta inconscia dovuta al fatto che oramai sapevo
i testi delle canzoni a memoria e bastava un qualsiasi
rumore per farmi tornare in mente un pezzo di Morrissey
e compagnia (bella).
Fu infatti il disagio che fece nascere in Steven Patrick
Morrissey (Manchester 22/5/1959) la voglia di creare
un gruppo da usare come veicolo per far conoscere
agli altri sia il suo pensiero che il suo modo di
intendere la vita, cosa che fino a quel momento aveva
fatto nella solitudine della sua cameretta, unico
luogo dove riusciva ad esprimere il suo pensiero così
difficilmente comunicato ad altri per via della timidezza
che lo attanagliava.
L'occasione di mettere su un gruppo gli venne data
da John Marr (Maher vero cognome cambiato per omonimia
con il batterista dei Buzzcocks), anche lui desideroso
di formare una band, che si recò presso la
dimora temporanea di Morrissey (spinto anche dal titolare
del negozio d'abbigliamento - tale J. Moss che aveva
sentito in giro che il Morrissey scriveva testi per
canzoni - dove Marr svolgeva le funzioni di commesso),
che accettò la proposta che in quel momento
gli veniva offerta.
Come bassista venne reclutato Andy Rourke, tale Dale
alla batteria e tale James che si esibì con
Morrissey & C. per un breve periodo agitando le
maracas durante le esibizioni. Successivamente venne
data una pianta più stabile con l'esclusione
dei due ultimi menzionati e con l'ingresso in pianta
stabile di Mike Joyce alla batteria. Il nome Smiths
(pari al nostro sig. Bianchi o Sig. Rossi) venne scelto,
per loro stessa ammissione, in controtendenza alla
modo del momento che preferiva nomi lunghissimi ed
altisonanti.
I quattro iniziarono a mettere mano a tutto il materiale
scritto fino a qual momento da Morrissey (per lo più
autobiografico) cercando di dare una struttura a "Suffer
Little Children" e "The Hand That Rocks
The Cradle" (Morrissey aveva cercato già
di strutturarle con Billy Duffy futuro chitarrista
dei Cult). Inizialmente il gruppo venne notato più
per i suoi atteggiamenti ambigui che per la loro perizia
musicale cosa questa rafforzata dal primo singolo
inciso per la Rough Trade "Hand in Glove/Handsome
Devil (live)" che gli permise di farsi conoscere
e di incidere nel febbraio 1983 la loro prima John
Peel Session, che li fece conoscere a livello nazionale
e li permise di sottoscrive un contratto vero e proprio
con la Rough Trade e di conoscere Scott Piering che
da quel momento divenne loro impresario.
Da qui le loro esibizioni in pubblico divennero sempre
più frequenti e chiacchierate anche per il
modo con cui tali esibizioni venivano condotte: abbigliamento
casual (per coerenza con il nome) e fiori lanciati
al pubblico.
Nel frattempo incisero un secondo singolo "This
Charming Man" (entrato nella Top 10 inglese)
fecero un paio di suonate a New York (dove firmarono
una opzione per la Sire/Warner Bros) e diedero alla
luce il loro primo, omonimo, lavoro che per un verso
fece apparire chiaro l'inclinazione verso un tipo
di pop anni '60, e dall'altro evidenziò come
il furore punk e la new wave avessero influenzato
i quattro che, comunque, con Handsome Davil non avevano
voluto discostarsi dalla "Nuova Onda", anche
se a far parlare di loro era comunque l'immagine pubblica
e le copertine dei loro dischi dove venivano riprodotte
foto di uomini, cosa questa che fece nascere una serie
di pettegolezzi che li dipingeva, falsamente, come
pedofili.
Fortunatamente il pubblico se ne infischia di questi
pettegolezzi e vota il gruppo, in un referendum del
New Musical Express, come unica promessa del rock
britannico dando ai nostri oltre la metà dei
consensi espressi, il tutto confermato dalle 300.000
copie prenotate in prevendita del primo lavoro, ed
accorrendo in massa alle loro esibizioni dal vivo,
e tutto questo affetto viene ripagato dalla pubblicazione
di una raccolta di rarità "Hatful Of Hollow".
Intanto il 1985 inizia per Morrissey & C. così
come si era concluso il 1984 con una serie di successi
che li porta anche ad apparire alla televisione di
stato britannica ed alla pubblicazione del loro secondo
vero album "Meat is Murder" (nome
dato per via del convito sostegno di ad una alimentazione
di tipo vegetariano tanto che nell'ultima traccia
dell'album si può ascoltare i lamenti di una
mucca che sta per essere macellata), che si differenzia
dal primo lavoro soprattutto nelle tematiche affrontate,
se nel primo lavoro veniva proiettate le immagine
del Morrissey adolescente, in "Meat is Murder"
ad essere affrontate sono le tematiche sociali tanto
care a Morrissey per via del governo conservatore
della Thatcher di quel periodo.
Iniziò quindi una nuova tournee che li vede
esibire anche in Italia a Roma e che rimarrà
l'unica apparizione dal vivo nel nostro Paese salvo
una fugace apparizione a San Remo. Purtroppo, nonostante
il successo la stampa britannica invece di soffermarsi
sugli aspetti prettamente musicali del gruppo, continuerà
nelle illazioni sulle preferenze sessuali di Morrissey
che per tutta la sua carriera si dovrà sempre
scontrare con l'appellativo di gay per via di una
sua affermazione mal interpretata durante un'intervista.
Comunque il gruppo va avanti per la sua strada e partecipa
anche ad un concerto benefit a sostegno del partito
laburista, oltre ad effettuare una lunga tournee anche
negli States, anche se all'orizzonte si iniziarono
ad intravedere i primi problemi dovuti anche al mezzo
fallimento del loro singolo "Shakespeare's sister".
Come conseguenza di tutto ciò il gruppo all'interno
iniziò ad avere delle tensioni culminate con
l'abbandono, per disintossicarsi dall'eroina, di Andy
Rourke sostituito da Craig Gannon (già con
Aztec Camera) che non impedì di ultimare, siamo
nel 1986, "The Queen Is Dead". Grazie
a due singoli azzeccati "The Boy With The Thorn
In His Side" e "Bigmouth Strikes Again"
le cose iniziarono a ri-girare nel verso giusto complice
anche il ritorno di Andy Rourke e lo spostamento di
Gannon come seconda chitarra. The Queen is Dead può
essere considerato come il miglior lavoro realizzato
dal gruppo, al di là di alcune critiche che
vedevano nel lavoro delle derive "progressive",
riprendendo quelle che erano le solide tradizioni
del gruppo e dando loro l'opportunità di firmare
un contratto con la EMI nonostante vi fossero ancora
delle scadenze con la vecchia etichetta che vennero
adempiute con la realizzazione di "The World
Wont Listen" una sorta di greatest hits che perdeva,
però, il confronto con l'album gemello pubblicato
per gli States "Louder Than Bombs".
Ma i vecchi problemi riemersero, con la firma per
la Emi, ancora più gravi per via delle pressioni
della casa discografica che pretendeva la realizzazione
di un album "più commerciale" aggravate
dal fallimento del singolo (onestamente sciapito)
"Sheila Take A Bowe" e dal fatto che Marr
iniziò a non vedere di buon occhio il fatto
che fosse solo Morrissey la primadonna del gruppo,
quest'ultimo indispettito dalle diverse collaborazioni
messe in atto dal chitarrista.
Così l'album "Strangeways Here We Come
(1987)" venne pubblicato quando oramai le voci
di scioglimento del gruppo si facevano sempre più
insistenti e l'album confermò questo momento
particolare che i quattro stanno affrontando divenendo
il lavoro più introspettivo fatto dagli Smiths.
Purtoppo arriverà quello che un po' tutti si
aspettavano e cioè l'abbandono di Marr che
farà sorgere nei tre la convinzione che oramai
il gruppo non esisteva più, e la spiegazione
dello scioglimento venne data da Morrissey che afferma
che il gruppo era e poteva essere soltanto composto
da chi lo aveva fondato e non volendo trovare un sostituto
era impossibile andare avanti.
Nel 1988 arriverà l'album live (postumo) Rank
dove paradossalmente il pezzo migliore risulta "I
Know it's Over".
A conclusione si può dire che, sicuramente,
dopo i Beatles, gli Smiths hanno rappresentato il
gruppo più influente della storia britannica,
certo anche loro puntarono molto sull'immagine, cosa
che inizialmente criticavano, ma a differenza di altri
gruppi in loro vi era un alchimia che rendeva i loro
lavori superiori anche a ciò che ci viene oggi
proposto.
In molti hanno detto che gli Smiths potevano identificare,
per un verso, cosa sono stati gli anni ottanta, peccato
che gli anni ottanta non siano stati come gli Smiths. |
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