Intervista agli Old Time Relijun @ Hiroshima Mon Amour - Torino
<di Giovanni Coialbu e Andrea Sassano>
Le risposte appartengono al leader Arrington De Dionyso, eccetto dove diversamente indicato.

Ciao e grazie per l’intervista. E’ la prima volta che venite a Torino?
• Si, è la prima volta in Torino
(in italiano, ndr). Siamo stati anche a Genova, che è qui vicino vero?

Si, è ad un paio d’ore da qui. Avete visto qualcosa di interessante della città?
• No, sfortunatamente siamo venuti subito al locale. Forse domani avremo un po’ di tempo per girare. Avete qualcosa da consigliarci? Qualcosa da vedere in particolare?

Bhè, qui abbiamo il miglior cioccolato d’Italia. Se andate verso il centro della città trovate un sacco di negozi interessanti.
(iniziano a disquisire sul succulento tema della cioccolata)

Dove siete stati ieri?
• A Roma.

Vi è piaciuta?
• Mmm…
• (Aaron): Puoi dire la verità!
(risata generale)
• …mi piace molto Roma, ma devi stare attento a dove metti i piedi quando cammini, stare attento alle macchine…
Ma la cosa che mi è veramente piaciuta di Roma è che all’inizio non sapevo dire dove mi trovavo esattamente e poi girando per 3 o 4 giorni sono riuscito ad orientarmi e a capire dove ero…e mi dicevo..<<..qui è dove sono passato l’altro giorno ed è proprio dietro il Colosseo!>>

Parliamo un po’ dell’album. Sembra che sia stato pensato come un concept…
• Si, ogni canzone è legata ad un’ altra reciprocamente, ed è come un capitolo di una storia, di un racconto antico, un mito. Non vi racconto tutto l’album, ma passerò attraverso solo le prime canzoni, per rendere l’idea.
Il varco attraverso il quale sono passato è una specie di ostacolo sul quale mi sono accanito, cercando di entrarvi. Tutte le persone ci hanno provato e ci provano ancora ad attraversarla per tornare alle origini della vita e… lungo questo viaggio si fanno esperienze diverse, positive e negative. Vampire victim, esprime invece la volontà di cercare la vita attaccandosi agli altri, succhiando il sangue, realizzando alla fine che non si ha più un immagine riflessa. Significa cercare energia in qualsiasi modo.
Cold Water, è come una discesa nei sotterranei del mondo, per ritornare verso le origini dell’uomo, come un viaggio sciamanico verso il centro della terra, verso gli inferi e la canzone successiva This Kettle Contains the Heart parla di streghe che rubano il cuore dell’eroe e lui deve per forza tornare a riprenderselo.
Ogni parola in ogni canzone è inevitabilmente legata ad una parola in un'altra canzone. Per comprendere il tutto devi ascoltare l’album; questo perché le parole sono significative.
E’ come se ci fosse un codice mitologico all’interno.

Parlando di “War is Over”, cosa significa per voi, soprattutto in un periodo come questo. • E’ una canzone veramente importante, perché… tutte le guerre sono finite.
Cioè,… il concetto di guerra non ha significato, importanza nel mondo di oggi.La guerra è un concetto finito, che appartiene al passato e ogni persona che ha a che fare con la guerra, vive nel passato.
Quindi il messaggio finale è che… la guerra non esiste, e la specie umana non ha bisogno di vivere in questo modo.
Penso che sia una canzone ottimista, perché come genere umano, non possiamo continuare a vivere nella distruzione e ogni persona che combatte è come un uomo di Neanderthal e quindi non appartiene a quest’epoca.

Le canzoni degli Old Time Relijun sono riconoscibili, all’interno c’è un po’ di jazz, blues, punk… ed un’ essenza primitiva che caratterizza il vostro suono. Cosa volete esprimere attraverso queste sonorità?
• Lo scopo del sound degli Old Time Relijun, credo che sia una via per esprimere l’idea che il corpo e l’anima sono inscindibili. Così il suono degli OTR è creato apposta per portare l’ascoltatore verso qualcosa di spirituale.

Siete influenzati musicalmente da altre band?
• Bhè,…no. Il mio gruppo preferito che ascoltavo un po’ di tempo fa erano i Beat Happening (cult-band americana di un certo rock lo-fi anni ‘80)… ma in generale non c’è un solo gruppo.

Qual è l’ultimo cd che avete comprato?
• Jamie: Un album di Akira Suzuki. Un artista giapponese.
• Aaron: Sto cercando di ricordare… penso qualche vecchio vinile a poco prezzo. Qualcosa di country di cui non ricordo il nome, comunque qualche disco di un artista con dei grandi baffi scuri, con quei bei suoni di chitarra acustica perfetti.
• Arrington: l’ultimo cd che ho comprato è stato uno di una serie che si chiama “Etiopians”, dove un sassofonista etiope rivisita in chiave jazz dei temi classici della musica etiope.

Lei (Jamie) è la nuova batterista. Ha in qualche modo influenzato il vostro suono?
• Lei è la nuova-nuova batterista. (risata)
Noi abbiamo fatto sei album e abbiamo avuto diversi batteristi. Per il primo album avevamo un batterista, nei tre successivi c’è stato Phil (Elvrum, poi fondatore dei Microphones), poi un altro, un altro ancora e ora c’è Jamie.

Ci sono differenze rispetto agli altri batteristi?
• Oh,… non saprei dire. Abbiamo avuto un sacco di problemi con i batteristi precedenti e ora sto pensando a come raccontarvi di queste cose…
Il batterista prima di Jamie… era molto influenzato dalla nostra musica ed era cresciuto ascoltando noi. E ad un certo punto ha interpretato in modo sbagliato le parole di una canzone, e ha deciso di rapinare un negozio e così ora è in galera. Questo è successo circa sei mesi fa…
…e solo perché lui è veramente giovane e ha interpretato male quello che io ho scritto, che non era altro che un sogno che aveva fatto mia madre, nel quale io rubavo in un negozio. Così ho scritto questa canzone ma il messaggio no era “adesso esci di casa e vai a rapinare una banca o un negozio”.
Questo è quanto…ed è tutto molto triste.
Poi abbiamo incontrato Jamie quando eravamo qui in Italia, a Roma, in vacanza. Lei fa la guida al Vaticano e così visitando la città ci siamo incontrati, abbiamo scoperto che avevamo qualcosa in comune come la musica e dopo che lei ci ha detto che suonava la batteria abbiamo iniziato a contattarla via e-mail e alla fine le abbiamo chiesto se voleva unirsi a noi; lei ha accettato ed eccoci qui…

Parlaci dei tuoi disegni;li abbiamo visti sulla copertina del vostro ultimo album, come nelle altre e ci chiedevamo se segui un processo particolare per crearli o segui l’istinto,l’ispirazione?
• Per un po’ di tempo ho usato solo penne con inchiostro blu, per circa 2-3 anni e poi ho iniziato ad usare anche il nero.
Dopo ho smesso di disegnare del tutto per circa sei mesi e quando un mio amico mi ha regalato dei colori ho ricominciato a divertirmi usando anche i colori, soprattutto per l’ultimo album.
E poi ho preso questo…
(ci mostra una scatola di colori ad acqua)… che sono colori ad acqua e vengono direttamente dal Giappone.
Per me le cose che disegno e le cose che esprimo attraverso la musica sono la stessa cosa; perché quando guardo questi disegni mi trasmettono musicalità. Il modo in cui il pennello si muove è simile al processo che uso per creare una canzone. E’ come se il suono venisse generato dal movimento del pennello.
Disegnare e cantare sono solo due mezzi diversi che uso per esprimere le stesse cose.

Prendi ispirazione dai soggetti dei disegni per fare musica?
• Si, in genere si nutrono a vicenda.
Se non sentissi la necessità di scrivere una canzone per tanto tempo, ne avrei molto di più per disegnare e grazie ai disegni prendo spunto per delle idee delle canzoni.
Anche prima o dopo un concerto mi capita di disegnare…

Le parole nelle tue canzoni sono “visive”?
• Qualche volta, non sempre … c’è comunque una relazione.

Progetti per il futuro?
• Ho in programma dei workshop sul cantato e sull’uso della voce.
Alcuni sono in America altri qui in Italia; a Dicembre sarò a Milano e Catania e forse in altre città.
Le persone che partecipano sono interessate a cantare con tutto il corpo o persone che vogliono estendere la voce ad armonie maggiori.
In generale è per aiutare persone ad usare la propria voce in nuovi modi.

Altri progetti musicali paralleli?
• Il workshop è una delle cose principali. Ho fatto delle cose musicali da solo con il clarinetto e lo scacciapensieri (in italiano, ndr) e alcuni show con i miei disegni appesi alle pareti, di modo che la gente potesse capire le relazioni tra i disegni e la musica.
Questi sono i progetti recenti…
Quest’ultimo in particolare non può essere fatto in un locale o in un bar; è più adatta una galleria, dove i disegni possono essere esposti al meglio.
Gli Old Time Relijun sono sempre impegnati a fare tante cose e queste sono le principali.

Penso di aver capito che avete un rapporto speciale con la Sicilia…
• Oh, si… mi piace la Sicilia.
Ci sono stato di recente per il mio compleanno anche se non ci passo mai abbastanza tempo, e in generale vorrei avere più tempo per vedere il sud Italia.
Mi piace il nord egualmente ma credo che al sud… ecco te lo spiegherò in questo modo:
in ogni posto d’Europa c’è il sentimento dell’unione europea e in certi casi questo è un bene, ma penso che avendo tutti gli europei uniti, si perdono le piccole particolarità che rendono ogni posto diverso da un altro.
Sono stato in Sicilia per tre volte, è mi è sembrato che ci fossero tante cose completamente diverse dal resto d’Europa, cose antiche, speciali… che mi interessano molto!

Dove suonate domani?
• Bologna.

L’avete già vista?
• Si, abbiamo suonato al Covo tre anni fa e una volta anche al Link.
Così questa è la terza volta…

Volete dire qualcosa ai lettori di Unmute?
• Bhè… promettiamo di tornare il più presto possibile, questo è sicuro…!!!
... e adesso andiamo a mangiare!
(in italiano, ndr).

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