Intervista a Sebastian Thomson, batterista dei Trans Am
( Verona-Interzona, 16 aprile 2004 )
intervista a cura di Andrea Venturelli e Christian Besemer

Formatosi nel 1993, Trans Am è il trio composto da Nathan Means (basso, tastiere, voce), Phil Manley (chitarra, tastiere, basso, voce) e Sebastian Thomson (batteria, voce, basso, chitarra, programming).
Lungo il percorso di sei album e tre ep, Trans Am hanno esaltato e confuso i critici con la loro musica perennemente in cambiamento. Dal kraut rock del loro debutto al synth pop di TA, passando per l'indefinibile Red Line, il loro stile è sempre mutato; ciò che non è mai cambiato è la potenza dei loro concerti. Il gruppo vende dalle 30000 alle 50000 copie per disco, diventando così un punto di riferimento per l'underground americano.
Liberation è il primo album dove la politica è entrata nella loro musica. Registrato nell'estate e nell'autunno del 2003 al National Recording Studio, costruito dalla band nel 1998, Liberation riflette e contiene i suoni della tensione che attraversano la città.
Il rumore delle eliche degli elicotteri, il suono della sirena della polizia e la cultura della paura sono diventate onnipresenti a Washington DC. È questo l'ambiente in cui i Trans Am hanno finito il loro settimo album. Di questi tempi, in un normale giro per Washington, è facile incontrare ai bordi della strada un mezzo blindato dell'esercito armato di mitragliatrice.
Musicalmente Liberation è classico per Trans Am. Gli stili cambiano di traccia in traccia, pescando da un vocabolario familiare ai fans dei loro album precedenti. Le loro dichiarazioni politiche più pungenti sono affermate dalla bocca di un collage sonoro di frammenti rubati a radio e televisioni. Le tracce strumentali sono cupe e piene di tensione. Come la maggior parte dei loro lavori, Liberation è prodotto e missato dalla band.



Parliamo del nuovo album, "Liberation". Lo considerate un'evoluzione rispetto ai vostri album precedenti?
Penso che ogni nuovo album sia un'evoluzione dal precedente, una sorta di reazione da quello prima. "Liberation" non è un'eccezione a questa regola.

"Liberation" è un concept-album sulla politica; è sufficiente guardare attentamente la copertina per intuirlo. Ti va di raccontarci qualcosa sull'artwork, su chi ha avuto l'idea, e soprattutto sul suo simbolismo? Secondo noi, è interessante che la copertina sul fronte presenti molte immagini legate alla politica, al potere di certi uomini, alla guerra e alla distruzione, mentre nel retro c'è questa unica immagine che ci rimanda ad un mondo pacifico e incontaminato…
La copertina è stata fatta da Alyssa. Una delle interpretazioni può essere data proprio dal titolo dell' album. La copertina può rappresentare il concetto di liberazione che la Casa Bianca porta avanti con l'intera campagna di guerra in Iraq, mentre il retro significa la vera libertà, liberazione di se stessi da tutte queste fesserie.

Cosa pensi dell'intervento americano in Iraq e della guerra che ancora oggi devasta quel paese?
Ho sentito stamattina che Bush sta mandando altri 20.000 uomini per quello che sta succedendo a Fallouja e negli altri villaggi; non penso che il governo americano sia tra i migliori del pianeta, anzi spesso quello che dicono sono solo stronzate! Cazzo, non c'è nessuna connessione tra Saddam e Al Qaeda. Al Qaeda è fondamentalismo islamico, mentre il regime di Saddam era una dittatura militare di tipo laico, sarebbe come accomunare il comunismo con i grandi boss arabi. Sono tutte fesserie!

Questa vostra presa di posizione anti-militarista e anti-Bush vi ha creato dei problemi con alcuni media?
I media da cui siamo trattati in USA sono indipendenti; clubs, etichette e college radio sono anch'essi schierati contro Bush. Devo dire che siamo piuttosto ignorati da parte dei mainstream-media; fino ad ora non abbiamo ricevuto recensioni su giornali come il New York Times o il Washington Post se è questo che intendi. Fino ad ora non ci sono stati problemi e penso che non ce ne saranno sotto questo punto di vista.

In "Liberation"avete inserito in alcune tracce estratti da discorsi, notiziari, ecc. "Uninvited guest", seconda traccia dell'album, contiene brandelli di un discorso di Bush. Perché questa scelta che sarebbe potuta risultare scomoda?
A tutti gli effetti questo è un album di protesta. A volte abbiamo delle parti cantate nei nostri album, ma storicamente siamo una band strumentale; quindi come potrebbe un gruppo strumentale fare delle dichiarazioni politiche senza testi? Questo è il motivo per cui l'abbiamo fatto. Abbiamo preso i suoi discorsi e gli abbiamo fatto dire ciò che realmente intende. Gli abbiamo fatto dire la verità! Se ascoltassimo questa traccia senza il discorso di Bush sarebbe comunque un ideale rappresentazione di un futuro minaccioso, con la sua voce diviene perfetta per questo presente spaventoso.

Nel nuovo album c'è un netto ridimensionamento delle parti vocali rispetto a "TA"; dobbiamo interpretarlo come un ritorno alle origini strumentali del gruppo?
"Liberation" può essere considerato una via di mezzo tra "Red Line e TA". Non ci sono così tante pop songs come in "TA", ma non è nemmeno così sperimentale come "Red Line". Sì, avevamo parti cantate anche su "Red Line", ma "TA" è l'album dove cantiamo maggiormente. "Red Line" è un album molto sperimentale forse la cosa più sperimentale che noi abbiamo mai concepito. "TA", invece, è l'ideale per un party: abbiamo fatto tabula rasa dell'esperienza precedente e siamo ripartiti. Sai bisogna stare attenti a non mettere "Red Line" ad una festa, qualcuno potrebbe esclamare "che diavolo è questo??!".

Hai nominato "Red Line". Noi pensiamo che sia il vostro lavoro migliore, addirittura una rivista specializzata italiana lo considera uno degli album fondamentali del secolo; è un parere diffuso?
'That's funny!'. Negli Stati Uniti non ha avuto grandi attenzioni, gli album più considerati sono "Surrender to the Night" e "Future World"; "Red Line" per la critica americana non è fatto così bene, è senza una direzione precisa, fuori fuoco. Ovviamente ogni album piace ad alcuni critici e ad altri no. Probabilmente Red Line è stato accolto meglio in Europa che negli Stati Uniti.

Come considerate "Red Line" all'interno della vostra discografia? Rappresenta l'apice della vostra voglia di sperimentare visto il suono proposto e la sua durata inusuale? Un punto di non ritorno?
Red Line rappresenta per me la prima volta in cui abbiamo avuto occasione di lavorare in un buono studio di registrazione a nostra completa disposizione. Questo è il motivo per cui risulta così lungo e sperimentale; eravamo in studio per divertirci a sperimentare. Voglio dire abbiamo prodotto "Future World" in uno studio dove dovevamo pagare a tempo, mentre "The Surveillance" è stato registrato nel nostro studio, ma allora era veramente primitivo. Ripeto, questo è il motivo per cui "Red Line" suona così, per il fatto che avevamo molto tempo e libertà per fare tutto quello che ci passava per la testa. "TA" è una reazione a tutto questo.

Voi provenite da Washington D.C., ma inizialmente siete stati inclusi nella scena post-rock di Chicago. Vi siete mai sentiti realmente parte di quel movimento e cosa ne pensi in generale di quei gruppi?
Penso ci siano due ragioni principali per cui ci considerano di Chicago. La principale è l'etichetta: se c'è un gruppo che non conosci e guardando sul retro del disco vedi un indirizzo di Chicago ti viene da pensare che anche il gruppo venga da lì. L'altra ragione è che John McEntire ha registrato metà del primo album e metà del secondo, anzi a pensarci bene la maggior parte di questo, e lui è di Chicago così la gente è portata a pensare 'OK anche loro sono di Chicago'. Ma io non penso che la nostra musica risulti molto simile ai gruppi post-rock, che hanno una visione più jazz e dub, mentre noi una più punk, rock ed elettro; vie completamente diverse per esprimersi. Forse in retrospettiva questo risulta ovvio, ma ai tempi evidentemente no. Le nostre cose sono molto più aggressive.

Washington è musicalmente la capitale della Dischord, dei Fugazi. Ne avete sentito l'influenza?
Certo! Quando abbiamo iniziato a suonare da ragazzi partecipavamo a tutti i concerti punk della città, siamo cresciuti al 'The Church' dove ci sono tutti gruppi punk, conosciamo tutti i ragazzi di quella scena, Washington è una piccola cittadina. I Fugazi ai tempi erano per noi il meglio.

Ascoltando i vostri album ma anche leggendo i titoli dei pezzi, si ha l'impressione che il kraut rock e l'immaginario tedesco abbiano avuto su di voi una grossa influenza. Cosa pensate di band come Can, Faust, Neu! e Kraftwerk? Vi hanno davvero influenzato?
Potrebbe sembrare strano ma in verità noi non conosciamo benissimo quella musica; è ovvio siamo grandi fans dei Kraftwerk da sempre, ma per quanto riguarda Can, Faust ed altre bands noi non le conosciamo affatto, forse Phil ne sa un po' di più. Personalmente i Can li ho conosciuti dopo l'uscita del nostro secondo album. Per quanto riguarda i titoli questo è un omaggio alla Germania, dovuto principalmente ai Kraftwerk, ma anche per il fatto che Phil ha studiato là per sei mesi. Infine negli Stati Uniti si collega la Germania ad un immaginario futuristico, strano, robotico e freddo che ben si addice alle nostre canzoni.

I Trans Am sono un gruppo con una marcata impronta elettronica. Sorge spontaneo chiederti cosa pensi in generale della pratica del remix. Possiamo aspettarci in futuro pezzi o un intero album di remix per i Trans Am?
Non me ne importa molto a dir la verità. Voglio dire non è una cosa che ci riguarda molto. Penso prima di tutto che quando si crea il mix di una canzone si segue direttamente il modo con cui è stata scritta e registrata ed esiste una ragione se è stata presa quella via.

Però non puoi negare che certe vostre canzoni, come "Cocaine Computer"(ndr urletto eccitato di una ragazza del loro staff), hanno un sound elettro perfetto per i dancefloor…
'That's cool, that's fine' registrare qualcosa che ha un buon 'beat' per un DJ. Ma negli anni '90 molti remix di pezzi post rock non erano per ballare, ma per vendere la stessa canzone ancora una volta. Per questo non ci siamo mai sentiti coinvolti in questo, alla fine è come fare la stessa cosa due volte.

Spesso ai Trans Am viene attribuita una visione ironica della musica. Quanta importanza ha davvero l'ironia per voi? Secondo noi ce ne è molta in alcune vostre copertine, titoli e foto promozionali, per esempio quelle inserite nel booklet di TA. Condividi questa nostra opinione?
Il problema base dell'ironia dei Trans Am è questo: noi prendiamo la musica assolutamente sul serio, ma pensiamo che tutto quello che ci sta attorno, titoli, artwork, interviste, ecc. non debba essere preso troppo seriamente. Così molte persone fanno l'errore di pensare che stiamo scherzando anche con la nostra musica, ma non è così. La ragione delle foto di TA è che nella vita è sempre una buona cosa divertirsi. E' come un chirurgo che nella sala operatoria prende tutto con la massima attenzione, ma una volta fuori si diverte tranquillamente con i suoi amici. La cosa più importante è la musica e non importa il fatto che per le altre cose noi ci scherziamo sopra. Il vecchio movimento post rock era troppo serio e astratto: su ragazzi mollatevi fuori!

Domani saremo al concerto di Bobby Conn. Pensiamo che Mr. Conn e i Trans Am abbiano recuperato e indirizzato verso una rivalutazione generi e caratteristiche musicali spesso snobbati o disprezzati da una certa critica; ci riferiamo al ripescaggio del glam e dell hard rock da parte di Bobby o a quello vostro del synth pop e del vocoder… Condividi questa visione?
Noi amiamo l'hard rock ad esempio, ma c'è una cosa dei critici americani che mi fa veramente incazzare perché ancor oggi questi non sono in grado di scrivere "r-o-c-k" ma scrivono "r-a-k-k" in senso ironico, come per dire questi spaccano! Non possono affermare tranquillamente che l'hard rock è buona musica. Per un critico è impossibile ammetterlo. Molti critici hanno problemi con quello che facciamo noi e Bobby, ma peggio per loro; entrambi alla fine facciamo quello che vogliamo.

A proposito di hard rock, qual è la tua band preferita degli anni Settanta?
La migliore hard rock band di sempre sono gli AC/DC naturalmente. Non è mai esistito qualcosa del genere nel rock. Chi può batterli? Nessuno.

In questi ultimi anni, si è assistito ad un massiccio ritorno di sonorità che hanno fatto la storia della musica a partire dalla fine degli anni Settanta fino a metà Ottanta: new wave, punk funk, electro… Voi avete operato in netto anticipo rispetto al trend elettro-pop di questi giorni; lo stesso discorso può valere per i Gogogo Airheart che già a metà Novanta avevano imparato la lezione di band come Gang of Four, che ora viene saccheggiata da moltissimi gruppi. Come vedi la scena musicale odierna?
Sono cresciuto ascoltando i Gang of Four, ho amato questo genere di musica, tutta la scena inglese di fina anni settanta, come anche Phil e Nathan. 'Una delle cose che più mi rattrista è che bands come Rapture, Franz Ferdinand ed altri non solo sono influenzate da quel suono ma non fanno altro che copiarlo (ndr battendo le mani sulle cosce canticchia un ritmo punk-funk). Cazzo, potreste farla un po' diversa! Renderla propria, capisci cosa intendo. Non c'e niente
di male ad avere diverse influenze, a rubare qualche idea qua e là, ma il loro è proprio copiare. Secondo me il motivo per cui sono esplose queste bands è che la maggior parte dei ragazzi che le ascolta non ha mai sentito quei gruppi inglesi di fine '70. Sono più giovani di me che ho 32 anni: non hanno mai sentito i Gang of Four, non hanno mai sentito gli A Certain Ratio; non sanno cos'è questa roba! Pensano che sia un nuovo "cool new york sound", ma non hanno mai sentito i Liquid Liquid. Capisci cosa intendo, noi sappiamo come stanno le cose. Vale la stesso discorso per i Dead Meadow, una band di Washington praticamente sono come i Black Sabbath. E io adoro i Black Sabbath. Invece nella scena punk-rock di Washington i gruppi degli anni'70 erano considerati solo come 'hippy bullshit, fuck that!', ma improvvisamente i ragazzi che ascoltano i Fugazi si esaltano per i Dead Meadow, li fanno diventare 'cool'. Gli anni scorsi odiavano questo tipo di musica perché non l'avevano mai sentita, non sono cresciuti con i Black Sabbath, ma ora i Dead Meadow sono 'cool'. E' curioso come alcune persone ascoltino certi gruppi di oggi, senza conoscere le origini del suono che questi propongono.
Anche noi abbiamo influenze anni '80, siamo cresciuti in quegli anni. Non possiamo dire che la musica degli anni '80 sia una cosa sola. I Bad Brains sono anni'80, i Black Flag , i Cars (che adoro), anche Madonna e i Cure lo sono, ci sono cose belle e non. Non è tutto uguale. Penso all'Elettroclash che è molto seguito ora negli Stati Uniti, nelle città le ragazze di 21 anni vanno in giro con gli scaldamuscoli come negli anni '80 dove avevano però 3 anni, come se quelli della mia età dovessero ricordarsi solo una cosa degli anni '70: i pantaloni a zampa!!


Cosa prevede il futuro per i Trans Am? Magari un maggior seguito…
Tutti vorrebbero aver maggior seguito perché significherebbe aver più vendite. Noi continueremo comunque sulla nostra strada, non cambieremo la nostra musica; se ci provassimo probabilmente falliremmo comunque. Prossimamente gli altri due ragazzi lasceranno Washington
quindi noi non vivremo più nella stessa città, quindi penso che i Trans Am rallenteranno il loro ritmo.
Abbiamo fatto finora un album ogni anno, penso che ora ne faremo uno ogni due o tre.


…in otto anni sette album (ndr otto con la raccolta)…
Sì, è un po'una follia. Penso che in futuro faremo meno tour e impiegheremo maggior tempo nella realizzazione degli album, trovarci insieme per scrivere, comporre e registrare.

Qualche anno fa vi siete fusi con i Fucking Champs e avete creato i Trans Champs. C'è qualche novità su questo progetto?
Per ora è solo un progetto da studio, non è una vera e propria band. Qualcuno vorrebbe farne una vera band, ma non so se questo accadrà o meno.

Cosa stai ascoltando al momento in tour?
Bè ti dirò cosa mi sono portato nel mio piccolo porta-cd. Ho due cd dei Talking Heads "Speaking in tongues" e "More songs about buildings and food", una compilation dei New Order.

…quella nuova?
Penso di sì, ma non ne sono sicuro perché l'ho copiata da un mio amico. Ho due cd degli AC/CD, Discovery dei Daft Punk, uno di Fela Kuti e una compilation di remix dance di pezzi dei Clash uscita due, tre anni fa..sai come quella canzone 'the magnificent seven' (ndr canticchia il giro di basso).

…ok, ma proprio nessun gruppo dei giorni nostri…?
mmh..non mi interessano molto. Ah si! Ci sono un paio di bands europee che spaccano: i TAG di Londra, due chitarre, due tastiere e batteria che suonano riff pesanti alla Black Sabbath ma sono molto più veloci, veramente ossessivi. Poi una band del Belgio i Creatures with the Adam's Brain, veramente cool anche questi; sono un side-project dei Millionaires, anche se non ho mai sentito i Millionaires. Poi c'è questa band della California, i Movies.

…gruppi italiani?
Conosciamo i Three Second Kiss, gli Uzeda (ndr dal profondo la stessa ragazza di prima urla 'Goblin, Goblin') ...ah si! Amiamo i Goblin
!
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