Intervista a ANTONY, intervista
a cura di Antonietta Donatelli.

L’artista più estroso ed enigmatico di questi ultimi tempi si trova in un albergo del centro di Roma per un ‘press day’ con la stampa, per l’occasione anche la città sembra trasformarsi bagnandosi di una pioggia leggera e avvolgendosi in un’atmosfera quasi autunnale. Entriamo e nella hall incontriamo la promoter nazionale, sono già presenti alcuni giornalisti di radio e giornali, lei ci dice che ne arriveranno altri più tardi, poi ci lascia perchè il suo cellulare comincia a squillare senza sosta. Sembra infatti che Antony abbia immediatamente suscitato, sin dai primi ascolti del suo nuovo lavoro, l’interesse generale degli addetti ai lavori del settore musicale.
Attendiamo il nostro turno e poi ci avviciniamo al divano dove troviamo seduto un ragazzo dal viso di porcellana, occhi grandi e limpidi, una corporatura imponente, capelli neri, lisci, lunghissimi, parla sottovoce, vestito di jeans e con un maglione nero a maglia larga indossato sopra una camicia bianca di pizzo, e con una cortesia unica. E’ lui, Antony, ci accoglie pacatamente, si presenta e ci invita a sedersi con lui. Ci accorgiamo che il press day ha già spossato non poco il nostro istrione newyorkese, che prima di cominciare l’intervista si fa portare un tè caldo. Accendiamo il microfono e ci affidiamo alle sue socievoli ma telegrafiche risposte…

Hai avuto modo di visitare la città? Antony and The Johnsons intervista interview
Avevo già visto la città nel 2003 quando ero in tour con Lou Reed ed ho passato un po’ di giorni a Roma, cercando di guardare più cose possibili e cercando guai ( ...ride)

Si dice che gli artisti si riconoscono l’ un l’altro. Ti lusinga il fatto che prima ancora della fama del pubblico sia arrivata la stima ed il rispetto di artisti del calibro di Lou Reed, David Tibet, Marc Almond?
E' un grande onore e anche una così grande sorpresa per me ricevere complimenti da queste persone.

La prima persona che mi ha parlato di te è stato David Tibet, mi ha detto che valeva veramente la pena ascoltarti!
Davvero?!! Bhè... lui ha pubblicato due miei albums e mi piace moltissimo lavorare insieme. L'ho incontrato perchè un mio amico, John, diede a David il mio cd e mandò una email al mio amico perchè era rimasto molto colpito... David ha una serie di amici stretti con cui ama lavorare, una vera e propria community, e mi ha coinvolto...

Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato di più in passato e quali quelli che stimi e ascolti oggi?
Quando ero ragazzo ascoltavo un sacco di musica degli anni ottanta, come Marc Almond, Boy George, Christian Death, Bauhaus, Kate Bush ...

Devo essere sincera: si sente una certa influenza di Kate Bush...
Lei è quella che ho ascoltato di più… Lei era molto famosa in quel periodo in Europa... In America lo era di meno… Quando ero un teenager ascoltavo i Cocteau Twins, i This Mortal Coil, ma anche della musica americana black, come Billy Holliday, Nina Simone...
Mentre negli ultimi anni ho seguito con attenzione Elisabeth Fraser, la sua voce è fantastica ed originale, mi piacerebbe moltissimo parlarle e lavorare insieme a lei. E' una voce assolutamente brillante e coinvolgente...

“I am a bird Now” è un lavoro veramente sublime è un crocevia tra voci black, jazz, gospel... Vuoi raccontarci come è stato concepito?
E' un lavoro che mi ha coinvolto per tutto l'anno passato, è molto personale, a differenza dell'album precedente che coinvolgeva e rifletteva anche il mondo intorno a me, questo rappresenta molto di più il mondo che è racchiuso in me, quello che sento dentro.

E' un lavoro molto più privato ed intimo rispetto al precedente...
Sì, privato esatto... E' proprio così...

La tua voce è un miracolo... (interrompe arrossendo)
no... no... no è un miracolo

Eppure riesce a farti sentire elettrizzato quando l'ascolti...
Mi piace cantare, amo cantare

Credo che la gente lo percepisca, si realizza una situazione di empatia, è per questo che per noi la tua voce è una sorta di miracolo... possiamo definire il tuo ultimo lavoro catartico?
Sono molto interessato alla trasformazione, è vero che rappresenta una sorta di catarsi.
Mi piace cantare in posti dove la gente partecipa allo spettacolo e non rimane distaccata o assente.

Qual'è l'ultimo cd che hai comprato?
(lunghissima pausa riflessiva) Vorrei dire le Destiny Child, ma non l'ho comprato... Penso sia Sufjan Stevens - "Seven Swans".

Il booklet del tuo cd è stato curato da te personalmente ?
Si l'ho fatto da solo, mi piace dipingere e in genere sono interessato all'arte visiva.

Progetti per il futuro?
Vorrei fare un disco nuovo nei prossimi mesi e vorrei fare un film, curarne la regia...
ma per il momento voglio concentrarmi su i miei concerti.

Hai un tour programmato anche per l'italia?
Si abbiamo programmato un tour per Maggio.

Saremo lieti di esserci!

Terminata l'intervista Antony ci ringrazia molto per essere intervenuti a quest' incontro. Usciamo soddisfatti e lieti di aver parlato con un essere dall' animo così nobile, ma preoccupati solamente della resa della registrazione, il tono di voce di Antony era veramente basso... sarà riuscita la sensibilità del microfono a superare quella dell'artista?
Beh... più o meno ;)

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