INTERVISTA AI M.A.S.S.
a cura di Marco 'Mastro' Mastrocinque.

Dopo aver passato gran parte dell’anno on the road a promuovere il proprio album di debutto “Revolution”, la band inglese si concede il meritato riposo, ma pensando già al prossimo passo della propria rivoluzione.
Raggiungiamo il gruppo mentre è alle prese, con la scrittura delle nuove canzoni, e da quanto ci fanno capire, il prossimo disco dovrà essere qualcosa di grandioso.


Siete attualmente in studio per registrare il seguito di “Revolution”, cosa ne sta venendo fuori? Possiamo aspettarci qualche novità o il sound in generale sarà lo stesso del predecessore?
• Al momento stiamo scrivendo nuove canzoni, solo quando pensiamo di finirne una ne arriva un’altra. Effettivamente non saremo in studio prima della fine di febbraio. Sarà importante avere molte canzoni tra le quali scegliere.
Si, quest’album sarà comunque differente. Il primo album era un documento di dove eravamo a quel tempo, un vivo suono esplosivo con pochi hits ben precise.
Su questo, vogliamo impiegare più tempo per lavorare sui pezzi. Abbiamo trascorso gli ultimi tre mesi dell’anno scorso in tour, da settembre a dicembre, e alcuni pezzi hanno avuto un’ ottima resa live. Cercheremo di fare un bel salto in avanti con questo secondo album.

Dopo tutti questi mesi passati on the road, cosa vi siete portati appresso nello studio dell’esperienza live in tutta Europa?
Brandelli… relazioni interrotte… fanatici… chitarre insanguinate… alcuni fantastici gig… alcune stupide lunghe guide… le cicatrici… essersi fatti un culo… incontrare molte fantastiche persone… e nei fatti, 9 volte su 10 il nostro lavoro musicale.

Di tutte le nazioni che avete visitato,qual è quella che vi ha colpito di più? Magari con qualche storia collegata?
Ogni posto che abbiamo visitato aveva molte belle cose… ma la Croazia è stata definitivamente una delle migliori, solo perché non ce lo aspettavamo. Ogni cosa era fantastica, la gente, il cibo. È bello quando tu arrivi da qualche parte e c’è una certa attesa... al concerto di Zagabria c’erano molti giornalisti… anche “Playboy Croazia” era presente (stiamo aspettando di vedere le foto...). Durante il concerto c’era parecchia gente che cercava di entrare e la reazione era fantastica. Il giorno dopo abbiamo fatto un concerto fuori dai soliti schemi… e non pensavo potesse essere così frenetico a Zagabria. Era come se avessimo fatto un pranzo nella nostra casa di campagna.

In giro c’è questo cosiddetto revival del passato in generale, c’è qualcosa del passato da cui voi avete tratto ispirazione per la vostra musica?
Uhm… come fans musicali ascoltiamo di tutto, indubbiamente le grandi cose ti influenzano… la musica è attraversata da fasi, forse sta ancora attraversando una determinata fase… dove registrare musica è diventato molto tecnico, pianificato, a volte cinico come se i capi delle case discografiche registrassero dischi. Noi abbiamo chiamato il nostro album di debutto “Revolution”, non perché la musica era necessariamente new e rivoluzionaria, ma perché volevamo ritornare alle radici, alla gente al fatto di apprezzare il fare musica. Assicurandoci che l’esecuzione della nostra musica sia vera è appassionata ed era una rivoluzione contro il music business dei giorni nostri.

Cosa ascoltano i M.A.S.S. ultimamente?
Di tutto, come il nuovo dei Soundtrack Of Your Lives, l’album di Nick Cave dello scorso anno, The Dresden Dolls, (fantastici dal vivo), l’album di Ed Harcourt e molte nuove band con molto stile provenienti sia dalla Francia che dall’Inghilterra: Bloc Party, The Others, Special Needs, Mono Taxi, Fancy, New Rhodes, Mistery Jets… è un periodo felice per le nuove bands.

Cosa vi aspettate dal nuovo album?
Ci aspettiamo che rispecchi gli standard che ci siamo imposti, altrimenti non lo pubblichiamo! In altre parole, deve essere così fantastico da farci salire di nuovo sul furgone e suonarlo dal vivo. Aspettandoci che questa volta ci diano un tour bus tutto per noi.

Cosa volete dire ai vostri fans italiani?
Ci dispiace molto non aver potuto fare più date in Italia. Vorremmo molto ritornare a suonare in Italia perché abbiamo trascorso momenti bellissimi nella vostra splendida nazione. Abbiamo mangiato gli spaghetti alla bolognese a Bologna e vogliamo averne ancora. Apprezzeremo tutto l’aiuto per cercare di organizzare altri concerti. Vogliamo ritornare soprattutto per la gente.

Raccoglieremo di sicuro la richiesta di 'aiuto'.

Un ringraziamento speciale a Gian Maria Girardi e alla Foreign Affairs

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