INTERVISTA
A SYLVAIN CHAUVEAU
a cura di Patrizio
Longo.
Il francese Sylvain Chauveau può essere annoverato
tra le figure più interessanti e prolifiche della
nuova scena maudit francese. Un talento originale, irrigato
dall`amore incondizionato per i compositori Debussy e Ravel,
e per l`opera dell`esistenzialista Camus. Tradizione classica
e ricerca sperimentale rappresentano un continuum filologico.
Le composizioni del giovane di Toulouse rimandano inequivocabilmente
alle cosmogonie artistiche di referenti assoluti come Satie,
Cage, Yann Tiersen, e perché no, alle medievali raffigurazioni
dei Dead Can Dance di "Within The Realm Of a Dying
Sun".
Sylvain è anche titolare di diversi progetti di gruppo
quali "Watermelon Club", "Micro:mega"
e "Arca" e diverse collaborazioni tra le quali
quella recente con Fennesz ed incide per etichette prestigiose
quali Dsa e Fat Cat.
1. La tua espressione musicale che legami ha con i maestri
delle sonorità classiche come Debussy e Ravel ?
Sylvain: - Io possiedo un background
rock, infatti io ho iniziato con la cultura rock ma per
pochi anni, ho cercato di pensare a qualcos’altro
ma continuando a fare quello che facevano le rock bands
americane o britanniche, ma era tempo di guardare al passato,
la mia cultura è quella francese ho dovuto guardare
gli artisti francesi, cosa è accaduto in questo paese.
ho scoperto che … forse le ultime persone famose in
Francia erano Eric Satie, Maurice Ravel. Nel ventesimo secolo
non vi sono molti artisti influenti. Per questo è
stato importante guardare ciò che hanno fatto ed
… io non sono in grado di fare le stesse cose ma trovo
che vi siano alcune idee da [lui ha detto “raccogliere”
, estrapolare] in ciò che hanno fatto, come la cucina,
strumenti come il piano, archi, la mia idea è di
usarli con la mia cultura rock
2.
Quanto l’avvento del cd come supporto e la possibilità
di copiare un disco con pochi euro ha contribuito secondo
la tua opinione ad inflazionare la musica ?
Sylvain: - Sì, perché
quando ho iniziato a comporre musica da solo, era per
fare un disco in vinile intendo. Io pensavo a fare musica
che sarebbe poi diventata un disco. Lo pensavo da quando
ero ragazzino e la musica era su vinile, in seguito l’avvento
del CD. Quando ascolto un cd la sua durata è di
80 minuti mentre il vinile 40 – 45 minuti. Trovo
che duri troppo preferisco 40 minuti, dischi “corti”
ma con contenuti, piuttosto che 80 minuti di... Niente.
Penso che ora il CD sia un supporto che stia forse per
scomparire o diventare qualcos’altro a causa delle
nuove tecnologie. Io ora guardo la mia musica in modo
diverso. È importante oggi suonare dal vivo e far
ascoltare alla gente la musica in modo DIRETTO.
3. La stampa spesso ti definisce come un compositore
di classica contemporanea quanto fai tua questa affermazione
?
Sylvain: - Non è vero, io
compongo rock, la musica che suono è Rock. Suonato
con strumenti diversi, il piano, gli archi, la chitarra,
il clarinetto e diversi strumenti acustici ma rimango
nelle strutture del rock. Forse ora mi sto spostando verso
qualcosa di leggermente diverso, complicato, qualcosa
di nuovo per me “su un lato” utilizzando più
il silenzio. Penso che io appartenga ancora alla scena
rock, infatti si può chiamare post-rock perché
proviene dal rock e vuole andare altrove.
4.
Come giudichi la tua collaborazione con Fennesz ?
Sylvain: - Abbiamo suonato una volta
insieme perché Fennesz ascoltò alcuni miei
lavori e successe che gli piacquero, mi invio una e-mail
per farmi i complimenti. Fui molto fiero perché
da qualche anno ascoltavo con piacere la musica di Fennesz.
Ero fiero di sapere che a lui era piaciuto quel che avevo
prodotto e così abbiamo avuto l’occasione
di suonare insieme in un concerto di musica improvvisata
in un trio composto da Cristian Fennesz, Io ed un batterista
di nome Steven Hess. Abbiamo fatto questa performance
insieme. Trovo che sia stata proprio una bella esperienza.
Al momento non potevamo saperlo perché se si improvvisa
e ripeto avevamo improvvisato non potevamo sapere se ci
saremmo divertiti. Riascoltando in seguito l’esibizione,
che era stata registrata, mi resi conto che era andata
bene quindi sono sicuro che faremo qualcosa insieme in
futuro.
5.
Hai inciso alcuni tuoi brani su di un importante label
underground Fat Cat come vedi il connubio fra musica elettronica,
sperimentazione e classica ?
Sylvain: - C’è un collegamento
perché quando si pensa alla musica classica, non
si vede come i suoni elettronici possono avere qualcosa
a che fare con essa. Ma c’è qualcosa da fare,
quando ascolti un disco di musica classica nel tuo appartamento,
un brano di pianoforte per esempio, sentirai il suono
elettronico nella stanza, magari il tuo frigo, o il tuo
stesso impianto stereo… sai proprio quel “CRRR
CRRR”, e forse anche le automobili dall’esterno
quindi ascolterai la musica con tutti i rumori intorno,
e il mix è possibile. È stato importante
per me perché nella cultura francese abbiamo quei
compositori Debussy, Ravel e Satie, cianquant’anni
anni troviamo alcuni importanti compositori che sono i
pionieri della musica elettronica come Pierre Henry, Pierre
Schaeffer, forse se pensiamo a qualcosa che possa essere
musica prodotta in Francia dobbiamo usare le idee di Satie
e Dabussy. Inoltre dobbiamo usare le idee dei compositori
elettronici, e oggi penso che sia veramente facile mixare
insieme suoni elettronici quelli acustici. Penso che si
possa sentire mix su gran parte dei dischi che si ascoltano.
Grazie a presto…
ringraziamenti al CoolClub per la
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