Lo spazio che viene inaugurato oggi
non è un classico forum di discussione sul
cinema e simili, bensì un tentativo di mettere
in evidenza le problematiche del cinema contemporaneo.
In questa rubrica mensile tutti potranno collaborare,
suggerendo temi da trattare o riflessioni sul periodo
cinematografico attuale, sugli usi e costumi legati
al mondo del cinema, italiano e non.
Per il primo argomento di questa rubrica “Il
Punto del Cinefilo”, si è pensato
di parlare della crisi del genere thriller/horror.
Le sale sono invase da produzioni orientali e da
rivisitazioni di classici hollywoodiani che non soddisfano
appieno il palato degli amanti del genere.
Se la “formula magica” di un maestro del
genere thriller come Hitchcock era quella di suscitare
terrore rendendo spaventose le “cose comuni”,
ovvero tutto quello che circonda l’essere umano,
i film che vengono proiettati oggigiorno nelle nostre
sale cercano, invano, di applicare questa regola,
ottenendo scarsi risultati ai botteghini e critiche
negative. Il terrore veniva visto quindi, come qualcosa
di terreno e non qualcosa di sovrannaturale.Un esempio
lampante di questa “formula magica” è
dato dal film Gli Uccelli.
Chi mai si sarebbe immaginato di venir attaccato da
un gruppo di uccelli fino ad allora innocui!
Ma in fondo queste nuove leve del cinema horror/thriller,
metà orientali e metà statunitensi,
non fanno altro che esasperare dei cliché cinematografici
che sono stati usati ed abusati già in precedenza.
Parlando di un film presente nelle sale, Phone,
non sarà difficile per gli amanti del genere
ripercorrere con la mente ad uno dei film che hanno
fatto scuola, ovvero Scream
di Wes Craven, dove l’assassino si manifesta
per la prima volta attraverso il telefono.
Per non parlare poi dei film che hanno come protagonisti
quelle simpatiche figure a brandelli che sbucano da
sotto terra: gli zombie.
Chi non ha mai visto il film di Romero, il mio consiglio
è di andare subito ad affittarlo, e lasciare
perdere le moderne rivisitazioni del caso, piene di
effetti speciali asettici e più spettacolari
che terrorizzanti.
All’inizio del nuovo millennio sembrava che
il genere si stesse risollevando, con alcuni lavori
come Il Sesto Senso o il
più recente The Ring
(anch’esso di origini asiatiche, con tanto di
sequel).
Questi due film hanno riaperto la strada verso il
paranormale, allargando l’orizzonte di provenienza
delle paure dell’uomo.
Certi film, dall’animo più thriller che
horror, si sono dimostrati prodotti validi, come Panic
Room, dove l’unica ambientazione,
l’interno di una casa con rifugio blindato annesso,
è riuscita a risaltare il senso di claustrofobia
delle due protagoniste.
Film, insomma, che guardano maggiormente verso un
l’orizzonte del paranormale, invece di investigare
le paure interne dell’animo umano.
Buon cinema a tutti! :) |