L’animazione digitale:
strumento utile o limitante?
Scusate il ritardo, affezionati e non, di quest’angolo
di cinema su Unmute!
Il mese di Settembre è veramente “volato”
e la stagione cinematografica inizia a diventare interessante
e ricca di film di qualità.
Il consiglio del mese è di andare a vedere
“Le
Conseguenze dell’ Aamore”
di Paolo Sorrentino, che rappresenta finalmente qualcosa
di diverso all’interno del panorama italiano;
non affronta le solite crisi dei trentenni e racconta
un dolore vero, reale, drammatico, accantonando i
toni poetici a favore di un crudo realismo. Non aggiungo
altro. Andate a vederlo.
Andando al cinema in quest’ultimo mese mi sono
imbattuto in un trailer di un film di Natale, di cui
non ricordo il titolo preciso (sorry!). E’ un
film d’animazione computerizzata, che ha come
protagonista un treno natalizio comandato da un Tom
Hanks digitale. Il personaggio principale
è infatti la caricatura digitale dell’attore
americano.
Il problema è: l’animazione digitale
diventa uno strumento utile o un mezzo che limita
il cinema?
Ha senso cioè, creare dei personaggi “umani”
digitalizzati, quando questi si possono sostituire
con attori in carne ed ossa?
Il cinema d’animazione digitale ci ha offerto
mirabili esempi di film ben riusciti, da Toy
Story fino a Monsters & Co.
e tutti questi avevano una principale caratteristica
in comune: i protagonisti erano tutti personaggi,
o meglio, oggetti che nella realtà sono inanimati
(giocattoli, pupazzi di peluche etc.) o semplicemente
personaggi di fantasia (Shrek ad
esempio).
In questi casi l’animazione digitale si è
rivelata un mezzo per “animare” ciò
che altrimenti sarebbe rimasto immobile e statico.
Ma un personaggio esistente (come Tom Hanks) non ha
bisogno di essere animato “meccanicamente”.
Il film pioniere della coesistenza tra attori e personaggi
dei cartoon è Chi ha incastrato Roger Rabbit.
Sono passati ormai poco più di vent’anni
ed evidentemente certe esigenze di mercato o la volontà
di fare colpo sullo spettatore hanno portato i creatori
ad usare il digitale piuttosto che metodi utilizzati
in passato.
La difficoltà che si incontra ad animare figure
umane è la loro vasta complessità. Per
un film come Final Fantasy sono occorse
ore di lavoro per disegnare,colorare e animare le
migliaia di capelli dei protagonisti. Per dei personaggi
come i pupazzi di Toy Story invece si passa da figure
dettagliate ad alcune più semplici. Tuttavia
pare più semplice animare oggetti come lampade,
pupazzi piuttosto che animare ogni singolo millimetro
di un personaggio.
Il mondo del digitale rimane sempre un area di forte
attrazione, che permette allo spettatore di sognare
ancora ogni volta che è seduto in una sala
buia o di fronte allo schermo della tv di casa.
I sogni, dunque.
Perché è proprio per questo che il cinema
è nato e con l’avvento del digitale si
è riusciti a creare ambientazioni mai viste,
storie impossibili. E in questo senso il digitale
ci fornisce un grosso aiuto.
Nel contempo diventa limitante quando è utilizzato
per riprodurre figure umane, complesse e imperfette
per natura.
E ora un quesito “marzulliano”:
Meglio i film che aiutano a sognare o film che raccontano
la cruda realtà?
Le riflessioni il mese prossimo.
Buon cinema a tutti! :)
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