genere:
commedia

regia
:
Silvio Soldini

interpreti principali:
Licia Maglietta, Giuseppe Battiston, Emilio Solfrizzi
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AGATA E LA TEMPESTA
Parente prossimo del suo precedente « Pane e Tulipani » del 2000, dopo il drammatico « Brucio nel vento » del 2002, « Agata e la tempesta » è una commedia elegante e raffinata, che dalla pellicola del 2000 recupera parte del cast (Licia Maglietta, Marina Massironi, Giuseppe Battiston) e stesso desiderio di fuga da una realtà prevedibile e monotona. Là, la volontà è dettata da una presa di coscienza lenta e personale; qui, a turbare l’equilibrio, una rivelazione improvvisa quanto sconvolgente.

La storia ruota intorno al personaggio di Agata (Licia Maglietta), proprietaria di una libreria, donna affascinante anche se non più giovanissima, così positiva e piena d’energia mal canalizzata da far saltare lampadine, elettrodomestici, semafori e tutto ciò che, in pieno stato emotivo, di elettrico le capiti a tiro. Per contro, suo fratello Gustavo, architetto, è un uomo di poche parole, dalla vita piatta e monotona nella quale sua moglie Ines (Marina Massironi) psicologa televisiva, cerca di portare movimento ed interesse con trovate patetiche.

A portare scompiglio ci pensa Romeo (Giuseppe Battiston), rappresentante di abiti, marito fedifrago ma innamoratissimo della moglie paralitica, che riceve in confidenza dalla madre in fin di vita la notizia di un fratello avuto in età giovanile e venduto per 350 mila lire. Romeo cerca e trova Gustavo, suo fratello.

Gustavo, non avendo più certezze sulla sua identità, abbandona famiglia e lavoro e si dedica alla ristrutturazione di una casa acquistata nel ravennate, dove vive il suo nuovo fratello con la moglie.

Agata, tormentata dall’amore per un suo giovane cliente, decide di seguirlo. Piano piano confluiscono in questo nuovo mondo sconosciuto, reale e genuino, tutti i personaggi che animano la vicenda. Se non fosse per l’assenza di gay, transessuali o travestiti, la si potrebbe pensare come modello preferito di famiglia allargata tanto cara ad Almodòvar. In realtà, tutta la pellicola, a tratti surreale, esagerata, satura di colori, ha continui rimandi allo stile almodovariano. Lo stesso personaggio di contorno di Maria Liberata, aiutante libraia, con la sua fisionomia particolare dal naso vistoso, sembra un omaggio a Rossi De Palma, attrice caratteristica che Almodovàr inserisce un po’ dappertutto nelle sue pellicole.

Tra tutti i rappresentanti di questo microcosmo anomalo ed artificiale, Agata rimane impressa per la sua positività innocente ed ingenua, per quel suo vivere tra realtà e fantasia tanto che riesce a confondere episodi del suo passato con le storie dei suoi libri. E la felicità trovata dopo il tormentato tira e molla con Nico (Claudio Santamaria), il “giovane Werter” innamorato ma sposato, è anche un po’ la nostra.

Se la commedia francese gode di ottima salute (“I Sentimenti”), anche quella italiana non se la passa male.

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