Sognatori, visionari e Peter Pan di
tutto il mondo unitevi, è arrivato Big Fish!
Ancora una volta il mondo bizzarro e surreale di Tim
Burton è tornato sul grande schermo. La "griglia"
è un déja vu di questa stagione, infatti
anche questa è la storia di un figlio che si
riavvicina al padre morente dopo anni di lontananza
e di incomprensioni, come in Le Invasioni Barbariche,
ma le somiglianze terminano qui.
Big Fish è la storia di un padre (Ewan McGregor
prima e poi Albert Finney) che ha sempre raccontato
la sua vita come una meravigliosa favola popolata
da uomini giganti, gemelle siamesi, uomini licantropi
e paesi tanto verdi e morbidi da poterci vivere scalzi.
Tuttavia, questo incantevole mondo non ha permesso
al figlio di conoscere veramente chi fosse suo padre.
E' così che attraverso i ricordi dei racconti
del padre si viene catapultati nel mondo di Big Fish.
[il sito ufficiale ne è um piacevole preludio]
I paragoni che sono stati fatti con Fellini sono forse
un po' troppo azzardati, anche se la scena finale
ne è un esplicito omaggio. Infatti, il primo
tempo scorre un po' sonnacchioso; nonostante la magia
delle vicende narrate si resta un tantino distanti,
si viene poco coinvolti.
Manca quel famoso "non so che" in grado
di trascinare lo spettatore tra i personaggi principali
della storia. [n.d.r. sul finire del primo tempo alcune
persone hanno abbandonato la sala, che si siano sentite
solo spettatori?!]
Il secondo tempo recupera brillantemente, e tra omaggi
ai film precedenti (ad un certo punto il padre diventa
rappresentante di mani d'acciaio, molto simili a quelle
di un certo Edward), la parata finale dei personaggi,
e una morale molto efficace, si può uscire
dalla sala con il sorriso sulle labbra, e con la speranza
che, prima o poi, saremo in grado anche noi di saper
vivere e raccontare in maniera meravigliosamente incredibile
il nostro grigio mondo. A meno che già non
nuotiamo anche noi tra i Big Fish di questa terra
.
Consigliato a chi:
- è appassionato del genere;
- sa come rendere meravigliose delle storie di banale
quotidianità.
Sconsigliato:
- non ha mai creduto a Babbo Natale!
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