Un tassista e un killer professionista
vagano insieme tutta la notte in cerca delle persone
giuste da eliminare.
Su questa esile trama si sviluppa il film che finalmente
consacra Cruise come attore (meglio tardi che mai!),
supportato da una regia mai banale e da una fotografia
che esalta le atmosfere notturne; il film è
infatti ambientato solo ed esclusivamente di notte.
Da un incipit leggero e lento, che ha il compito di
introdurci due dei tre personaggi principali, si passa
nel vivo dell’azione.
Max (Jamie Foxx) è un tassista che fa il turno
di notte (“ perché c’è gente
più tranquilla…”) a Los Angeles.
E’ una notte come le altre e sta portando fino
a casa un affascinante avvocato.
Il cliente successivo non sarà così
rassicurante.
Sul taxi infatti sale Vincent, che a breve si rivelerà
uno spietato assassino. Vincent deve andare a “trovare”
cinque persone e poi prendere un aereo che lascerà
Los Angeles. Max diventa un complice inconsapevole
fino a quando il primo uomo a cui Vincent fa visita,
precipita dalla finestra andando a schiantarsi sul
tetto del suo taxi.
Il ritmo è abbastanza serrato, anche se lo
spettatore non comprende immediatamente fino in fondo
le ragioni per le quali Vincent deve cercare queste
cinque persone.
Parallelamente alla ricerca dello spettatore agisce
la polizia di L.A., che inizia ad indagare su alcune
morti sospette. Si scoprirà che Vincent ha
intenzione di uccidere alcuni testimoni, immischiati
nel traffico di droga.
Il povero Max intanto, da traghettatore inconsapevole,
diventa un problema per Vincent. Il tassista è
così costretto a prendere il posto di Max per
andare a chiedere nuovamente la lista degli obiettivi,
distrutti dallo stesso Max.
Il penultimo obiettivo della notte viene ucciso in
una discoteca nel centro della città, in una
scena adrenalinica e forse un po’ eccessiva.
La polizia di L.A., nota per la sua aggressività,
non riesce nemmeno a colpire di striscio il pur agilissimo
Tom Cruise, che senza troppi problemi uccide due poliziotti,
tre sicari di un boss della droga e infine il boss
stesso, uscendo dal locale senza un graffio.
Nel frattempo la pazienza di Max è arrivata
al limite; il giovane tassista decide così
di provocare volutamente un incidente per cercare
di fermare Vincent.
Vincent, ancora vivo ma con qualche graffio in più,
decide di raggiungere a piedi il luogo dell’ultima
“esecuzione”. Max capisce dal pc portatile
di Vincent, che l’ultima vittima designata è
la sua amica avvocato.
La tensione aumenta e in un ambientazione degna di
Trappola di cristallo, Max riesce a portare in salvo
l’amica, rifugiandosi in metropolitana. Vincent,
mai domo, li raggiunge e dopo una sparatoria finale,
viene colpito mortalmente.
Come già accennato sopra, Tom Cruise è
veramente bravo e finalmente ha avuto il ruolo che
si meritava, ovvero quello di bello e dannato(tanto
esaltato in passato). Qui infatti il volto pulito
che aveva nei film precedenti è caratterizzato
da una barba incolta, e i capelli grigi lo rendono
ancora più cattivo. Una cosa è certa;
più invecchia e meglio recita, quindi ci possiamo
aspettare altre interpretazioni, se non da Oscar,
almeno da applausi sinceri.
Ma Cruise non è la sola nota positiva. Insieme
a lui anche Jamie Foxx (che interpreterà prossimamente
anche Ray Charles) ha dato una prova più che
buona, incarnando prima il tassista buono e timido,
con tanti sogni nel cassetto, poi il ruolo dell’eroe
che viene a capo dell’intricata situazione.
Il film, anch’esso ben riuscito, è in
conclusione un misto di azione, effetti speciali non
troppo elaborati, una storia d’amore che per
una volta non è in primissimo piano e la triste
storia del killer Vincent-Cruise, destinato a morire
in metropolitana, “come quell’uomo che
continuò a viaggiare anche dopo essere morto,e
nessuno se ne accorse”.
Così, è come recita Cruise a metà
del film, per poi riprendere il concetto alla fine,
accasciandosi sul sedile freddo della Railway di L.A.
Un film che parla anche della solitudine dell’uomo
e di come sia difficile uscirne. |