genere:
drammatico / thriller

regia
:
Michael Mann

cast:
Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg, Bruce McGill, Javier Bardem

sceneggiatura:
Stuart Beattie

Usa 2004, col.

sito ufficiale:
www.collateral.it

distribuzione:
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COLLATERAL

Un tassista e un killer professionista vagano insieme tutta la notte in cerca delle persone giuste da eliminare.
Su questa esile trama si sviluppa il film che finalmente consacra Cruise come attore (meglio tardi che mai!), supportato da una regia mai banale e da una fotografia che esalta le atmosfere notturne; il film è infatti ambientato solo ed esclusivamente di notte.
Da un incipit leggero e lento, che ha il compito di introdurci due dei tre personaggi principali, si passa nel vivo dell’azione.
Max (Jamie Foxx) è un tassista che fa il turno di notte (“ perché c’è gente più tranquilla…”) a Los Angeles. E’ una notte come le altre e sta portando fino a casa un affascinante avvocato.
Il cliente successivo non sarà così rassicurante.
Sul taxi infatti sale Vincent, che a breve si rivelerà uno spietato assassino. Vincent deve andare a “trovare” cinque persone e poi prendere un aereo che lascerà Los Angeles. Max diventa un complice inconsapevole fino a quando il primo uomo a cui Vincent fa visita, precipita dalla finestra andando a schiantarsi sul tetto del suo taxi.
Il ritmo è abbastanza serrato, anche se lo spettatore non comprende immediatamente fino in fondo le ragioni per le quali Vincent deve cercare queste cinque persone.
Parallelamente alla ricerca dello spettatore agisce la polizia di L.A., che inizia ad indagare su alcune morti sospette. Si scoprirà che Vincent ha intenzione di uccidere alcuni testimoni, immischiati nel traffico di droga.
Il povero Max intanto, da traghettatore inconsapevole, diventa un problema per Vincent. Il tassista è così costretto a prendere il posto di Max per andare a chiedere nuovamente la lista degli obiettivi, distrutti dallo stesso Max.
Il penultimo obiettivo della notte viene ucciso in una discoteca nel centro della città, in una scena adrenalinica e forse un po’ eccessiva. La polizia di L.A., nota per la sua aggressività, non riesce nemmeno a colpire di striscio il pur agilissimo Tom Cruise, che senza troppi problemi uccide due poliziotti, tre sicari di un boss della droga e infine il boss stesso, uscendo dal locale senza un graffio.
Nel frattempo la pazienza di Max è arrivata al limite; il giovane tassista decide così di provocare volutamente un incidente per cercare di fermare Vincent.
Vincent, ancora vivo ma con qualche graffio in più, decide di raggiungere a piedi il luogo dell’ultima “esecuzione”. Max capisce dal pc portatile di Vincent, che l’ultima vittima designata è la sua amica avvocato.
La tensione aumenta e in un ambientazione degna di Trappola di cristallo, Max riesce a portare in salvo l’amica, rifugiandosi in metropolitana. Vincent, mai domo, li raggiunge e dopo una sparatoria finale, viene colpito mortalmente.

Come già accennato sopra, Tom Cruise è veramente bravo e finalmente ha avuto il ruolo che si meritava, ovvero quello di bello e dannato(tanto esaltato in passato). Qui infatti il volto pulito che aveva nei film precedenti è caratterizzato da una barba incolta, e i capelli grigi lo rendono ancora più cattivo. Una cosa è certa; più invecchia e meglio recita, quindi ci possiamo aspettare altre interpretazioni, se non da Oscar, almeno da applausi sinceri.
Ma Cruise non è la sola nota positiva. Insieme a lui anche Jamie Foxx (che interpreterà prossimamente anche Ray Charles) ha dato una prova più che buona, incarnando prima il tassista buono e timido, con tanti sogni nel cassetto, poi il ruolo dell’eroe che viene a capo dell’intricata situazione.
Il film, anch’esso ben riuscito, è in conclusione un misto di azione, effetti speciali non troppo elaborati, una storia d’amore che per una volta non è in primissimo piano e la triste storia del killer Vincent-Cruise, destinato a morire in metropolitana, “come quell’uomo che continuò a viaggiare anche dopo essere morto,e nessuno se ne accorse”.
Così, è come recita Cruise a metà del film, per poi riprendere il concetto alla fine, accasciandosi sul sedile freddo della Railway di L.A.
Un film che parla anche della solitudine dell’uomo e di come sia difficile uscirne.

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