E' un film ispirato ad una storia
vera, già raccontata nel libro "Il Comunista
Che Mangiava I Bambini". Chi si nasconde dietro
il nome di "Mostro Della Striscia Di Bosco"?
Egli è stato capace di stuprare, divorare e
uccidere più di 50 bambini e ragazzi in quella
che era l'Unione Sovietica.
Il dramma accade durante tutto l'arco di tempo degli
anni 80.
Il detective Vadim Timorovic Lesiev (Marton Csokas),
giovane magistrato e padre di famiglia, viene incaricato
di seguire le indagini, ciò che lo accomuna
al brutale assassino è l'essere entrambi dei
comunisti modello. Il mostro si cela, infatti, dietro
lo sguardo ipnotico del professor Andrej Romanovic
Evilenko (Malcom Mc Dowel), che insegna storia e letteratura
russa in un orfanotrofio alle porte di Mosca, costretto
a dimettersi per avere tentato uno stupro verso una
bambina, viene poi assoldato dal KGB. E' palesemente
un uomo malato, uno schizofrenico, così come
sono stati schizofrenici quei tempi in quei luoghi.
Il magistrato Lesiev si fa affiancare nelle indagini
dal psicoterapeuta Aron Richter. Il magistrato vuole
che il mostro muoia, il terapeuta no, lo vuole vivo
perché: - "
In questo paese sta per
scoppiare una grave epidemia; lui è il virus
e se voi lo uccidete non avrete l'antidoto."
Infatti, nella cornice ovattata del regime comunista
le malattie mentali sono cresciute per fagocitare
tutto, partorendo mostri ancora più grandi.
E' ancora una volta il terapeuta a svegliare la coscienza
del compagno Lesiev "
Durante gli anni del
regime i manicomi erano pieni di dissidenti, paradossalmente
i soli sani di mente, mentre i malati di mente pullulano
per le strade". Ed è sul dilemma, se considerare
o meno Evilenko un mostro o un malato che si snoda
la drammatica ricerca della verità. Solo entrando
nella sua mente Lesiev riesce a venire a capo dell'enigma.
Opera prima per David Grieco, con un passato, però,
assai ricco di esperienze nel campo della scrittura
e della sceneggiatura, opera che riesce a descrivere
l'orrore e la violenza senza dover mostrare per questo
scene "Splatter". Una brutalità narrata,
raccontata con intensa emozione, senza bisogno di
trasformare le scene in un macello. Una grande prova
per questo regista, uno dei più bei film della
stagione!
Va sottolineato il tentativo di taluni di accostare
il personaggio di Evilenko a quello di Hannibal Lecter,
ma si badi che quest'ultimo è un personaggio
di fantasia, è un bizzarro mostro cinico e
dissacrante, talvolta persino umoristico, niente di
più lontano dalla cruda realtà di Andrej
Romanovic Evilenko (alias Andrej Romanovic Cikatilo,
alias Il Mostro di Rostov), interpretato dal bravissimo
Malcom McDowel. Altrettanto lodevole l'interpretazione
di Morton Csokas.
Lo schizofrenico assassino è lo specchio dei
tempi, altrettanto schizofrenici, la perdita di equilibrio
del sistema ricade con tutta la sua violenza sulla
società ed ancor di più su chi ne ha
fatto la propria linfa vitale. Il mostro si dice nutrito
ed allevato dal "Leone" (forse Stalin?)
e tradito da Gorbaciov e dalla sua Perestrojka. In
realtà gli è stata negata la sua infanzia,
per questo Evilenko potrebbe essere definito, in accordo
con le parole del regista, un film sull'annientamento
della personalità. Particolare raccapricciante,
nelle didascalie del film sembra insinuarsi l'ipotesi
che Andrej Citaliko potrebbe essere ancora vivo. Infatti,
venne dichiarato sano di mente e condannato a morte,
ma non si sa né come nè dove sia stata
eseguita l'esecuzione; quello che è certo è
che, mesi prima della stessa (notizia pubblicata dalla
rivista tedesca "Der Spiegel"), due istituti
di ricerca, uno tedesco e l'altro americano, abbiano
offerto una consistente somma di denaro per farsi
consegnare "Il Mostro di Rostov" vivo.
Che sia stato venduto è l'ipotesi più
diffusa a Mosca.
Altra nota da sottolineare Evilenko nel film non ha
figli, mentre il Citaliko ne ha avuto due, uno dei
quali è stato anch'esso un serial killer, ha
ucciso 22 persone prima di essere scoperto e arrestato.
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