genere:
commedia

regia
:
Philippe Le Guay

interpreti principali:
Vincent Lindon, Claude Rich, Isild Le Besco, Lorant Deutsch, Geraldine Pailhas, Fabrice Luchini

distribuzione:
Istituto Luce
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IL COSTO DELLA VITA

Nella Lione del dopo-Euro si incrociano i destini di vari personaggi molto distanti tra di loro, ma accomunati da rapporti “particolari” con il denaro.

Brett potrebbe essere definito come il prototipo del taccagno… Non che abbia problemi economici, anzi... ma di pagare una cena ad esempio, non vuole neanche sentirne parlare, è capace di scappare da un taxi preso in compagnia di una bella donna solo per lo scorrere inesauribile del tassametro… Grande rimorso di costui è l’aver abbandonato la sola donna che gli interessa per non pagare di sua tasca una camicetta… finché non incontra Helena.

Helena è una prostituta di classe, l’unica che nel film risparmia soldi e con un conto che fa sorridere il direttore della sua banca, molto amata dai suoi clienti che non le risparmiano regali, eppure è solo Brett, e la sua patologia, che la coinvolge, cercando di salvarlo dalla sua avarizia riesce a farsi pagare persino un viaggio, ma prima di partire Brett finisce in ospedale dove incontra Gilbert

Gilbert è il classico mani bucate, non riesce proprio a non spendere i suoi soldi, gestisce un ristorante in centro, ma la metà dei clienti sono sempre suoi ”ospiti”, invita tutti, il ginecologo della moglie, l’esattore delle tasse che gli vuole pignorare i suoi beni, nel momento in cui sente il peso e la responsabilità della sua vita l’insegnamento gli viene offerto da Laurence: “…non si può solo dare, talvolta bisogna anche saper ricevere…”.

Laurence, giovane ereditiera, vuole rompere con il passato, che in realtà non le ha portato molte gioie, e si getta anima e corpo in una nuova vita, dove prova a fare la cameriera.Inizia una storia con Patrick, l’unico a suo dire che non l’avvicina per interesse; Il denaro per Laurence è un peso, avendone in abbondanza, lo disprezza. La ragazza mentre serve ad un tavolo si trova faccia a faccia con Nicolas.

Nicolas De Blamond (il cognome è d’obbligo) è il "padron" della città e non solo, o per meglio dire la metà della città è occupata nelle sue fabbriche, oltre ad essere lo zio/tutore di Laurence. Solo che il povero Nicolas ha avuto una moglie superficiale e un esistenza tutta dedita al lavoro. Dopo un infarto decide di mollare tutto e tutti e di partire per un isola del pacifico… lasciando i suoi averi e le suoi industrie in balia di se stesse … Cosa che rende non particolarmente felice le sue dipendenti…

La commedia francese vive momenti assai felici, toccando interessi ed argomenti svariati senza mai cadere nel banale.

L'ilarità che accompagna il personaggio di Brett, o la compassione per il povero Gilbert sfumano tra divertenti sketch e brillanti dialoghi. La leggerezza ed il brio della varie situazioni, anche di quella drammatica di una dipendente di una fabbrica che sta per chiudere e quindi rischia di finire in mezzo ad una strada, riescono a mantenere viva l’attenzioni più di quanto non avrebbe potuto fare una sceneggiatura basata sulla auto-commiserazione.

Resta l'amara considerazione che se il soggetto fosse stata ideato e diretto in Italia, la commedia si sarebbe probabilmente trasformata in dramma, vista la realtà nostrana per quanto attiene al denaro, nella fase del dopo euro…

    Consigliato a chi:
  • a chi non nutre sensi di colpa per sesso amore e soldi!
    Sconsigliato:
  • a che è in cerca di effetti speciali e non segue vite parallele
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