genere:
drammatico

regia
:
Gianni Amelio

cast:
Kim Rossi Stuart, Charlotte Rampling, Andrea Rossi, Alla Faerovich, Pierfrancesco Favino

distribuzione:
01
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LE CHIAVI DI CASA

Gianni Amelio ha presentato a Venezia Le chiavi di casa, ma non è riuscito a portarsi a casa il prezioso leone. Perché?
Il film, tratto dal libro Nati due volte di Giuseppe Pontiggia, racconta la storia di Gianni (Kim Rossi Stuart) che per la prima volta in vita sua prende contatto con suo figlio Paolo (Andrea Rossi), diversamente abile, a quindici anni dalla sua nascita. La pellicola racconta di questi pochi giorni che i due trascorrono insieme tra Berlino e la Norvegia.
Il film diverte e commuove, sfiorando costantemente quella intensità che forse ci si aspetterebbe. Amelio si muove in punta di piedi per parlare di un tema tanto difficile come quello dell’handicap. Non cerca la commozione facile, e tanto meno vuole scivolare in un facile pietismo nei confronti del ragazzo e questo è sicuramente un grande merito che bisogna riconoscere alla pellicola.
Purtroppo però, non si riesce ad essere pienamente coinvolti nella vicenda. Le ambientazioni sono volutamente fredde: l’ospedale, i paesaggi, i bar, la stazione degli autobus. La colonna sonora è quasi inesistente, aleggia sempre un silenzio innaturale. Forse, dovrebbe risultare più evidente il contrasto tra il piattume esterno e lo sconvolgimento umano che i protagonisti, o meglio il padre, stanno vivendo. Purtroppo, però, le due sensazioni si bilanciano sui toni più freddi e smorzati del grigiore di Berlino. Una ragione può essere ritrovata in una battuta di Nicole, (una intensa Charlotte Rampling) madre di una ragazza disabile, che spiega che a volte essere superficiali e vivere giorno per giorno, è l’unico modo per affrontare una vita difficile. Forse, anche Gianni Amelio ha preferito non addentrarsi nei meandri dell’anima dei personaggi, rimanendo semplicemente uno spettatore che assiste a questo rapporto ritrovato. Una voluta leggerezza per indicare che, a volte, è un bene saperla seguire.
Kim Rossi Stuart, naturale e spontaneo nelle scene con Andrea Rossi, risulta un tantino costruito nel ruolo del padre afflitto dai sensi di colpa e dalla confusione esistenziale. Andrea Rossi, “romano de Roma” è simpatico e bravissimo. Il loro rapporto è sostenuto da dialoghi illuminanti che sicuramente sono il pezzo forte della pellicola.
Ultima pecca di Le chiavi di casa, è il finale improvviso, in un momento narrativo in cui, per lo meno, ci si aspetterebbe un’altra ventina di minuti.
Gianni Amelio ci regala una serie di dubbi e di domande, anche per quanto riguarda il finale del film, che forse è un bene portarsi a casa.

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