Cambiando l'ordine degli addendi il
risultato non cambia! Identica regola matematica applicata
nel mondo della celluloide sembra sortire l'identico
effetto: si prende un libro come "Febbre a 90°"
dell'inglese Nick Hornby - che narra l'ossessione
dell'autore per il calcio - e si pensa ad adattarlo
cinematograficamente agli "usi e costumi"
dei diversi popoli della Terra" E così
dopo la versione anglosassone - in linea con il nuovo
realismo british - del televisivo David Evans che,
fedele alle pagine del romanzo, racconta della passione
del professore di lettere Paul/Colin Firth per il
calcio e le donne, ecco arrivare il remake in salsa
americana "L'amore in gioco" degli irriverenti
(ma in via di redenzione!) fratelli Farrelly (quelli
di "Scemo + Scemo" e "Tutti pazzi per
Mary").
In attesa magari di una versione tailandese tra gli
appassionati del tai box, la storia d'amore dell'insegnante
di liceo Ben (Jimmy Fallon) e dell'ambiziosa consulente
aziendale Lindsey (Drew Barrymore) si snoda seguendo
le regole della più classica delle commedie
romantiche dove però il terzo incomodo la fa
la passione per il gioco del baseball. Grazie ad uno
script frizzante e fluido della celebre coppia di
scrittori Ganz & Mandel ("Splash - Una sirena
a Manhattan", "Robots", "Scappo
dalla città") e merito di una regia che
dopo un lento avvio sa ben calibrare ritmo e tensione
emotiva mai mielosa o banale, "L'amore in gioco"
racconta una dolce e romantica storia d'amore che
fa riflettere intelligentemente sulle dinamiche di
coppia e difficoltà di relazione.
Deliziandoci con il più classico degli happy
end hollywoodiani - la convincente Barrymore in corsa
sul campo di gioco a gridare a squarciagola il suo
amore per il professore - che ci fa semplicemente
continuare a sperare e sognare sulla forza e potenza
del sentimento d'Amore!
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