Dopo il successo europeo de "L'appartamento spagnolo", il regista francese Cedric Klapisch continua a raccontare nel seguito "Bambole russe" le avventure del suo gruppo di ex studenti universitari dell'Erasmus alle prese con i problemi della vita reale.
Motore dell'azione è sempre Xavier (Romain Duris, interprete anche qui generoso e partecipe), che è finalmente riuscito a realizzare il suo sogno - diventare uno scrittore - ma continua a condurre una vita frenetica ed incasinata tra lavoretti vari, incontri/scontri con i suoi amici della precedente avventura spagnola ma soprattutto confusa sentimentalmente divisa com'è tra veloci storie d'amore che viaggiano da Londra a San Pietroburgo.
Ma quanto il primo episodio era genuino, schietto, carinamente ruffiano e gentile nel farsi portavoce di una generazione "x" multietnica in chiassosa crescita, quanto quest'altro è invece confuso, piatto ed irrisolto nel volersi proporre (senza peraltro riuscirci) come la fotografia di un'umanità in sempre chiassosa ricerca di un proprio posto nella vita e di un felice equilibrio.
Peraltro il discorso risulta carente e "dozzinale" proprio sul tema d'amore, ispiratore del titolo del film ("Le donne che si incontrano nella vita sono come le bambole russe: alla fine ce ne deve essere nascosta una piccolina ed è esattamente quella che stiamo cercando"), affrontato dal "Peter Pan" Xavier & soci con quella superficialità ed approssimazione nella quale noi spettatori - adulti e non - con difficoltà riusciamo ad identificarci.
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