Non esistono più le prove d'amore
d'un tempo! Oggi una ragazza come Senta (la monocorde
e sexy Laura La donna di Gilles Smet) ha la sfrontatezza
di chiedere al suo giovane innamorato Phillippe (l'intenso
Benoit La Pianista Magimel) pegno e prova dei suoi
sentimenti proponendogli curiose ed insensate imprese:
piantare un albero, scrivere poesie, fare l'amore
con una persona dello stesso sesso ed uccidere qualcuno.
Accade nel nuovo film di Claude Chabrol "La damigella
d'onore" anche questo (come "Il buio nella
mente") tratto dal romanzo della scrittrice inglese
Ruth Rendell: vissuto quotidiano di una famiglia borghese
conditO con quella suspence irreale e tangibile allo
stesso tempo che più volte ha caratterizzato
le pellicole di questo "classico" autore
francese.
Tutto sembra casuale nei suoi film erroneamente valutando
la sua semplicità di stile e di taglio delle
immagini come la pur discreta professionalità
di regista poco innovativo. Ma sono sufficienti solo
alcuni elementi essenziali presenti anche in questo
atipico noir (l'ingombrante carta da parati a fiori,
gli interni spogli ed i colori spenti, i personaggi
immobili ed altri in casuale movimento) ad evidenziare
la grandezza di uno sguardo mai banale o inutilmente
artefatto. In altre mani ( e sotto altri occhi) la
storia d'amour fou di questi due giovani alle prese
con la forza di dirompenti ed inediti sentimenti si
sarebbe risolta in un thriller adrenalinico all'ultimo
effetto o in un confuso ed ingestibile noir dalle
pretese autorali.
Chabrol riesce invece a guidarci in questa tesissima
partita a due mai dando giudizi o dilungandosi in
spiegazioni ed antefatti impegnato nel volerci convincere
(e ci riesce benissimo!)dell'assoluta potenza e forza
di un sentimento come l'amore capace di superare qualsiasi
prova.
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