Un venerdì sera - immaginiamo
piovoso- in una piccola cittadina della Nuova Zelanda
ed un bimbo di otto/nove anni che sta imbambolato
davanti al piccolo televisore : a catturare la sua
attenzione le immagini in bianco e nero del classico "King
Kong" del 1930 di Cooper e Schoedsack. Una visione
illuminante: da grande il ragazzino avrebbe voluto
fare il regista. E mai desiderio fu meglio realizzato:
il bimbo Peter Jackson dopo aver colpito l'attenzione
degli addetti ai lavori - e non - con il capolavoro "Le
creature del cielo", sfonda i botteghini di tutto
il mondo con la Trilogia de "Il Signore degli Anelli".
e così può dedicarsi finalmente alla
realizzazione del suo sogno adolescenziale! Adesso
non ha più a disposizione i poveri mezzi (una
vecchia stola che doveva fungere da pelliccia , modellini
di cartone e lenzuola dipinte a riprodurre lo skyline
di New York) di quando all'età di dodici anni
decise di realizzare una versione casalinga del suo
film preferito: forte di un'impareggiabile squadra
di artigiani del cinema (tutti suoi fedeli collaboratori
premiati con l'Oscar per la Trilogia dal direttore
della fotografia Andrew Lesine allo scenografo Grant
Mayor) Jackson realizza il suo "King Kong" letteralmente
investendoci con la sua fervida fantasia e candida
immaginazione e totalmente coinvolgendoci nella sua
folle ed ambiziosa opera (impresa peraltro riuscitissima!)
che non fa assolutamente rimpiangere l'originale.
La storia del romantico amore tra l'attrice
di varietà Ann Darrow (un'instancabile e perfetta
Naomi 21 Grammi Watts) e la bestia Kong (un capolavoro
dell'animazione computerizzata e della motion capture
modellati sulle reali reazioni emotive umane dell'attore
Andy Gollum Serkis) è un'incalzante viaggio
nei misteriosi e seducenti antri dei sentimenti e
delle emozioni umane che regolano la vita dell'uomo
(dall'ingordigia ed ambizione smodata del regista
Denham/Jack Black al romanticismo dello sceneggiatore
Driscoll/Adrien Brody; dall'innocenza e spavalderia
del mozzo Jimmy/Jamie Bell al coraggio impavido del
Capitano Englehorn/Thomas Kretschmann). Ma al di
là di letture antropologiche o filosofiche
, resta il perfetto risultato di un film che nelle
sue tre ore si segue tutto d'un fiato certi che tutti
i ragazzini - e non solo - del globo davanti alle
sue "miracolose" sequenze (tutta la parte ambientata
sull'Isola del Teschio popolata da una fauna strabiliante è da
antologia!) voleranno su mondi incantati ed
irrangiungibili. e forse qualcuno sognerà da
grande di voler fare il regista emulando il suo idolo
Jackson!
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