In mezzo al mare, un peschereccio
lontano che sembra un puntino. Da dieci anni vi abita
una ragazza sedicenne insieme ad un vecchio che l'ha
misteriosamente trovata ed accudita. Alcuni divani
variopinti accolgono occasionali pescatori ospiti
dell'imbarcazione.
Il tempo trascorre sempre uguale a se stesso mentre
l'uomo, innamorato della ragazzina, attende che la
fanciulla compi tra breve diciassette anni per poterla
sposare. Sulla fiancata della barca c'è un
vecchio disegno che rappresenta l'immagine di Buddha
mentre un'altalena vi penzola davanti: la ragazza
vi dondola seduta sopra ogni qual volta un pescatore
chiede al vecchio - in grado di predire il futuro
- notizie sul proprio destino. Allora, da un'altra
piccola imbarcazione poco lontana, l'anziano tende
il suo arco e scaglia quattro frecce che colpiscono
l'immagine del Buddha non prima di aver sfiorato pericolosamente
la fanciulla: strano modo di indovinare il futuro!
Ma il vecchio si serve del suo arco anche per colpire
i pescatori che con sguardi avidi provano a mettere
le mani addosso alla ragazzina mentre in altre più
triste o romantiche occasioni diventa uno straordinario
strumento musicale per comunicare emozioni e stati
d'animo profondi.
Questi lo scenario magico ed i personaggi sospesi
del nuovo film del regista coreano Kim Ki Duk L'arco
che dopo opere come Ferro 3 e La Samaritana
continua ad ammaliarci con il fascino di storie e
di un'umanità "così lontane così
vicine". Su una partitura musicale che cattura
l'anima (merito del violino coreano di Kang Eun-il)
ed di un "clima" così da incanto
da non riuscire a staccare gli occhi dallo schermo
(un "in the mood for love" ancora più
agghiacciante e teso!), L'arco viaggia leggero sulle
onde di una poesia che della forza della natura e
di sentimenti veri e spontanei come l'amore ne ha
fatto i suoi punti di maggior vigore.
I volti così realistici - ma anche fuori dal
tempo - dei protagonisti e la regia di Ki Duk che
tutto sembra accarezzare lievemente ci colpiscono
invece con violenza anche "grazie" ad una
ricercatezza di immagini e ad una crudezza di sentimenti
che così terreni e diretti raccontano universalmente
delle nostre lotte e passioni d'amore.
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