Era già successo con "I
fiumi di porpora" (un vero blockbuster in Francia
con i suoi quasi tre milioni di spettatori)!
Da un libro dello scrittore Jean-Christophe Grangè,
una trama ingarbugliata ed arrovellata che si faceva
seguire con estrema difficoltà per dare vita
ad un thriller europeo - ma con una strizzatina d'occhio
al mercato d'oltreoceano - roboante ed adrenalinico.
Identico impatto con il nuovo "L'impero dei lupi"
che vede alla firma della sceneggiatura lo stesso
scrittore Grangè, dietro la macchina da presa
- perennemente in corsa e come colta da raptus - il
regista pubblicitario Chris Nahon ed interprete principale
anche qui il monolitico Jean Reno (un volto per tutte
le espressioni!).
Senza dilungarci sull'intricato e confuso plot - una
donna soffre di terribili allucinazioni e di crisi
di amnesia mentre un capitano della polizia indaga
sulla morte di tre donne turche i cui corpi sono stati
atrocemente mutilati - è con rammarico che
segnaliamo la presenza della nostra sempre professionale
Laura Morante nel ruolo della psicologa, "in
parte" quando sta seduta dietro la scrivania
ma in evidente "fuori posto" quando si ritrova
suo malgrado coinvolta in qualche scena d'azione.
Sequenze che peraltro abbondano in un montaggio frenetico,
accompagnate da una colonna sonora ad altissimo e
fastidioso volume, onnipresente, forse a voler coprire
e nascondere la povertà di dialoghi, lo scarso
convincimento degli interpreti e la carenza di plausibilità
di uno script che in un mal riuscito mix di realismo
e fantascienza finisce per confondere ed annoiare
anche lo spettatore più patito del genere!
|