Dopo la trilogia de "Il Signore degli
Anelli", le avventure di Harry Potter e l'ultimo "King
Kong" di Peter Jackson, è ardua impresa per
il cinema fantastico ed avventuroso riuscire ad inventarsi
qualcosa di nuovo e far strabuzzare gli occhi di
piccoli e grandi spettatori con rinnovato stupore
e candida magia! E così il fantasy "Le cronache
di Narnia . Il leone, la strega e l'armadio" diretto
da Andrew Adamson (qui alla sua prima regia di un
film live action dopo i successi di Shrek) è un
innocuo e di routine "divertissement" per tutte
le famiglie e perfetto per il pubblico delle festività natalizie
in cerca di facili emozioni e semplicità di
storie. Sono stati necessari anni per portare sul
grande schermo un classico della letteratura inglese
(l'autore è C.S. Lewis) che ha venduto oltre
cento milioni di copie in tutto il mondo ed il risultato è un
prodotto dignitoso e professionale che dovrà vedersela
con gli smaliziati ragazzini dei nostri giorni abituati
a ben più scaltri, furbi ed ingegnosi intrecci
fantasy. La magica storia dei quattro fratelli Pevensie che,
attraverso un armadio, si ritrovano nel ghiacciato
universo di Narnia dominato dalla Strega Bianca (Tilda
Broken Flowers Swinton) è un classico film
d'avventura che si segue a tratti con trepidazione,
in alcuni momenti con imbarazzanti sbadigli e poco
meravigliandoci di castori parlanti, di un leone "umanizzato" e
di flora e fauna della più fantasmagorica
specie! E se le pagine di Lewis conservano intatto
il fascino e l'incanto di un mondo misterioso, la
trasposizione di Adamson - che peraltro ha sbancato
i botteghini americani -(non ha la forza visiva ed
il ritmo narrativo di un Jackson né il senso
epico o sguardo universale di un Lucas!) si perde
nell'ordinarietà di uno pseudo racconto
di formazione e crescita con il quale difficilmente
ci si riesce ad identificare. Rimpiangendo quell'Oliver
Twist visto recentemente sul grande schermo ad opera
di Polanski che senza bisogno di effetti speciali
o variegata e stramba umanità con più forza
e passione ci ha saputo raccontare di quel magico
e sospeso passaggio dall'infanzia all'eta' adulta.
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