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genere:
fantastico

regia
:
Andrew Adamson

cast:
Georgie Henley, William Moseley, Skandar Keynes, Anna Popplewell, Tilda Swinton, Judy McIntosh

durata:
125'
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LE CRONACHE DI NARNIA: Il leone, la strega e l'armadio

Dopo la trilogia de "Il Signore degli Anelli", le avventure di Harry Potter e l'ultimo "King Kong" di Peter Jackson, è ardua impresa per il cinema fantastico ed avventuroso riuscire ad inventarsi qualcosa di nuovo e far strabuzzare gli occhi di piccoli e grandi spettatori con rinnovato stupore e candida magia! E così il fantasy "Le cronache di Narnia . Il leone, la strega e l'armadio" diretto da Andrew Adamson (qui alla sua prima regia di un film live action dopo i successi di Shrek) è un innocuo e di routine "divertissement"  per tutte le famiglie e perfetto per il pubblico delle festività natalizie in cerca di facili emozioni e semplicità di storie. Sono stati necessari anni per portare sul grande schermo un classico della letteratura inglese (l'autore è C.S. Lewis) che ha venduto oltre cento milioni di copie in tutto il mondo ed il risultato è un prodotto dignitoso e professionale che dovrà vedersela con gli smaliziati ragazzini dei nostri giorni abituati a ben più scaltri, furbi ed ingegnosi intrecci fantasy. La magica storia dei quattro fratelli Pevensie  che, attraverso un armadio, si ritrovano nel ghiacciato universo di Narnia dominato dalla Strega Bianca (Tilda Broken Flowers Swinton) è un classico film d'avventura  che si segue a tratti con trepidazione, in alcuni momenti con imbarazzanti sbadigli e poco meravigliandoci di castori parlanti, di un leone "umanizzato" e di flora e fauna della più fantasmagorica specie! E se le pagine di Lewis conservano intatto il fascino e l'incanto di un mondo misterioso, la trasposizione di Adamson - che peraltro ha sbancato i botteghini americani -(non ha la forza visiva ed il ritmo narrativo di un Jackson né il senso epico o sguardo universale di un Lucas!) si perde nell'ordinarietà di uno  pseudo racconto di formazione e crescita con il quale difficilmente ci si riesce ad identificare. Rimpiangendo quell'Oliver Twist visto recentemente sul grande schermo ad opera di Polanski che senza bisogno di effetti speciali o variegata e stramba umanità con più forza e passione ci ha saputo raccontare di quel magico e sospeso passaggio dall'infanzia all'eta' adulta.

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