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genere:
thriller

regia
:
Michael Haneke

protagonisti:
Juliette Binoche, Daniel Auteuil, Maurice Bénichou, Annie Girardot, Bernard Le Coq

distribuzione:
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NIENTE DA NASCONDERE

Dopo un'ora e mezza di tensione sottile ed insinuante, l'autore austriaco Michael Haneke - nel suo lucido "Niente da anscondere" - ci regala un'illuminate lezione sulla potenza e forza delle immagini cinematografiche!
Un'improvvisa, asciutta e dirompente scena di sangue (un fiotto indimenticabile di un taglio di gola in diretta) che scuote, inorridisce e tormenta lo spettatore che lentamente è scivolato nella scura ed ordita trama di questo suo ultimo e prezioso lavoro. Giustamente premiato con la Palma d'Oro per la Migliore Regia all'ultimo Festival di Cannes, Haneke prosegue il suo interessante lavoro di indagine e pedinamento di un'umanità realisticamente e tragicamente "normale".
Questa volta a finire sotto la sua lente d'ingrandimento (dopo La Pianista/Huppert e le "Storie" sullo sfondo di una Parigi in affannoso caos) è la famiglia "felice/borghese" di Georges, intellettuale che conduce un programma televisivo sui libri (un sempre perfetto ed insostituibile Daniel Auteil) con moglie (Juliette Binoche, in gran forma fuori dai set hollywoodiani!) ed irrequieto figlio adolescente.
Sicurezze di un'agiata ed apparente tranquilla esistenza che si incrinano quando alla famiglia cominciano ad essere recapitate misteriose videocassette - con immagini proprio dei familiari ripresi di nascosto dalla strada - incartate dentro fogli che ritraggono disegni infantili e violenti. E' l'inizio di un lento ed inesorabile scivolare nelle zone oscure di un'umanità che nelle secche del proprio passato e negli universali sensi di colpa che sorvegliano nascostamente il presente fanno da apripista ad un futuro ignoto e rivoluzionario.
Allora poco importa conoscere i meccanismi e le risoluzioni di questo atipico thriller riuscendo Haneke a conquistarci con le insidie e pericolose sirene di un viaggio nel torbido della natura umana che inevitabilmente mette il dito sulle piaghe e cicatrici delle nostre inquiete e normali esistenze.

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