genere:
drammatico

regia
:
Christophe Barratier

cast:
Gérard Jugnot, François Berléand, Jean-Baptiste Maunier, Jacques Perrin, Kad Merad, Marie Bunel, Philippe Du Janerand
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I RAGAZZI DEL CORO

Che bello scoprire che c’è ancora chi fa cinema con passione.

Remake di un successo del 1945 ('La cage aux rossignols' di Jean Dréville), uscito nel 2004 e candidato all’oscar come migliore pellicola straniera, Le Choristes è sicuramente un film da non perdere.

Brevemente la trama: Clement Mathieu, ex insegnante, trova lavoro in un istituto di riabilitazione per ragazzi in difficoltà. Siamo nel ‘49 e questo genere di istituti somiglia più a un carcere che non a un centro di ricovero e recupero. Decine di ragazzini, stipati nell’edificio, sono costretti a subire un’educazione spartana basata su regole semplici e ferree, che non stimolano la loro creatività, ma suscitano solo una comprensibile rabbia e voglia di fuggire.

Mathieu è invece un progressista, molto aperto e poco incline ad un’educazione coercitiva. Ostinato e furbo, riesce a creare un coro. I ragazzi coinvolti in questo coro trovano finalmente un punto di sfogo per il loro desiderio di libertà.

Meravigliosamente interpretato da tutti (gli occhi dei ragazzi, che sognano la vita che verrà, valgono più di qualsiasi interpretazione da actor’s studio) forse può sembrare retorico e già visto (a qualcuno potrebbe ricordare “L’Attimo Fuggente”), a volte eccessivamente manicheo, ma la forza di questo film non sta tanto nella trama, quanto nel cuore che tutti vi hanno messo - dal regista a ogni singolo ragazzo del coro.

Ottimo e misurato Gerard Jugnot, nella parte di Mathieu, dal viso tenero e deciso allo stesso tempo.
Il piccolo Pepinot con la sua ingenuità strappa più di una lagrima, mentre gli occhi pieni di tristezza e di vita del giovane Pierre Morhange - un intenso Jean Baptiste Maunier - regalano quello che di più vivo e profondo si può trovare in questa pellicola.

Se l’ "Attimo fuggente" era pura retorica, “Le choristes” è una bella e sentita favola, stracolma di emozioni e non priva di spunti di riflessione.

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