C'è un enorme voglia d'amore in giro per il globo! O almeno così si potrebbe supporre considerando le numerose cronache sulle cerimonie nuziali che occupano le prime pagine dei nostri quotidiani e che al di là dell'aspetto prettamente folkloristico - ci si riferisce alle notizie sui primi matrimoni di coppie omosessuali - sono comunque lo specchio di una società che nell'estremo bisogno di ricerca ed affermazione del proprio amore cerca il suo posto nel mondo. Su un tema di così facile presa mediatica ed attualità il regista spagnolo Manuel Gomez Pereira (non è un caso la sua nazionalità considerando le posizioni all'avanguardia del signor Zapatero!) costruisce un irriverente e simpatica commedia che abilmente evita di mettere sotto i riflettori manie, protagonismi, esagerazioni e chincaglierie dell'universo gay soffermandosi sul dietro le quinte di questo colorato universo. In particolare sulle madri di un gruppo di ragazzi gay - che si preparano alle prime nozze omosessuali autorizzate in Spagna - e sulle loro vite frenetiche, incasinate e passionalmente romantiche che si fondono in un intreccio sgangherato e spassoso. In tal modo il fatto che i ragazzi siano omosessuali diventa solo un mero pretesto narrativo per raccontare invece con più incisività e vigore dell'enorme bisogno d'amore che "tormenta" indistintamente l'umanità al di là delle proprie preferenze sessuali. Nelle tragicomiche avventure amorose delle madri/Regine Ofelia (Bettiana Blum), quella protettiva ed invadente, Reyes (Marisa Paredes), l'intollerante ed egoista più preoccupata per la sua carriera d'attrice che d'altro, Nuria (Veronica Forque), quella instabile ed un po' promiscua, Magda (Carmen Maura), la madre ossessionata dal successo professionale e di Helena (Mercedes Sampietro), giudice dura e severa che celebrerà le nozze, ritroviamo il caleidoscopico spettro di emozioni e palpiti romantici che sono il carburante delle nostre vite. Manuel Gomez Pereira - in una commedia a tratti veramente spassosa in altre ingenuamente sfilacciata - diventa così il cantore di una stramba umanità che nell'eterno ingranaggio madre/figlio sviluppa percorsi ed esperienze di vita inesorabilmente segnati da legami familiari indissolubili ed amorevolmente prepotenti.
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