Affascinante e coraggiosa operazione
quella compiuta da Domenico Procacci e dalla sua sempre
temeraria Fandango ! Questa volta fa arrivare nelle
sale un altro documentario (il suo listino è
ricco di titoli!) "Soy Cuba - Il Mammuth siberiano"
ed essendo l'opera del regista brasiliano Vicente
Ferraz dedicata alla realizzazione di una pellicola/capolavoro
sconosciuta al pubblico occidentale - "Soy Cuba",
1964, del russo Mikhail Kalatozov - la Fandango distribuisce
anche questo film "mitico"! E l'esperienza
- fidatevi - è veramente unica: il film del
regista russo è un incredibile emozione visiva
che lascia incantati ed interdetti (tutto il merito
al direttore della fotografia Sergei Urusevsky) regalandoci
alcuni piani sequenza arditi ed unici nella storia
del cinema.
Frutto di una collaborazione cubano-sovietica, l'opera
venne definita dall'autore come un tentativo di realizzare
un affresco esaustivo della Cuba precastrista - il
film è composto da quattro storie di abusi
e violenze collocate negli ultimi giorni del regime
di Batista - ma l'epica impresa (due anni di riprese!)
alla sua uscita nelle sale fu un clamoroso insuccesso
sia in patria che nella stessa Cuba dove venne criticato
per la rappresentazione che offriva della sua popolazione
che risoprannominò l'opera "No Soy Cuba"!
Trent'anni dopo, grazie all'intervento dei registi
Martin Scorsese e Francio Ford Coppola, il film viene
riscoperto e lanciato sul mercato americano conquistando
per perizia tecnica ed artistica che supera di gran
lunga il suo contenuto politico. E su queste incredibili
vicende il regista Ferraz costruisce un documentario
asciutto ed avvincente che nel dare la parola e visibilità
ai membri superstiti della troupe cubana - dagli attori
ai semplici carrellisti - ci regala lo straordinario
affresco di un'epica impresa umana facendoci riflettere
sul valore di un'opera d'arte che proprio perché
è arte - anche quando è al servizio
di una propaganda politica - è capace di restare
al di sopra di essa.
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