Può un uomo vivo sposare una morta? Un cuore può spezzarsi anche se ha smesso di battere? Domande - se non proprio amletiche - quantomeno originali e curiose che trovano nel nuovo film/cartoon di Tim Burton "La sposa cadavere" risposte illuminanti ed esaustive. Ma ancor più singolare e coraggioso è il tentativo - peraltro riuscitissimo - di quel geniaccio di Burton di proporci una visione della vita nell'aldilà così spiazzante e sui generis che si risolve in un meraviglioso e colorato inno laico alla vita dopo la morte! Sono infatti il buio e le ombre, i colori scuri ed il grigio incombente le tonalità che avvolgono una cupa e repressa cittadina vittoriana dove viene deciso a tavolino - dalle rispettive famiglie - il matrimonio di due timidi giovani che non si sono mai incontrati prima: Victor (con la voce di Johnny Depp), figlio dei ricchissimi imprenditori del pesce in scatola e Victoria (con la voce di Emily Watson), figlia di aristocratici in canna. Mentre luci e colori, musica ed allegria regnano sovrani sottoterra dove si agitano scomposti e chiassosi scheletri in perenne festa. L'atroce destino vuole che i due mondi si incrocino allorché l'imbranato Victor - sfuggito alle disastrose prove della cerimonia - vagando per la foresta di notte riesce finalmente a pronunciare correttamente la sua promessa nuziale e poggia delicatamente la fede sulla radice di un albero come atto conclusivo. Ma quella non è una semplice radice ma le dita in decomposizione di una donna che improvvisamente emerge dal terreno rivelando l'orripilante ed affascinante figura di una sposa con indosso quello che resta di un abito nuziale e la fede al dito scarnificato. Da quando è stata misteriosamente assassinata la notte delle nozze, la sposa cadavere (con la voce di Helena Bonham Carter) ha aspettato l'arrivo di un nuovo promesso sposo e così l'ignaro Victor ha spezzato l'eterno incantesimo incasinandosi la vita nella Terra dei vivi ed elettrizzando ancor di più quella dei morti. Ispirato ad una favola della cultura popolare russa, Burton realizza il suo film più romantico e piacevolmente horror e grazie alla sempre più innovativa tecnologia dello stop motion (pupazzi meccanici dotati di una propria tridimensionalità e consistenza che fotografati in ogni singola posizione danno l'illusione del movimento sullo schermo) costruisce un perfetto mix di tecnica e sentimento che commuovono ed incantano anche lo spettatore più smaliziato. Buffi, tristi, terrificanti, originali, poetici, immaginaci e comunque "marchiati" Tim Burton, i personaggi di questa tragica e romantica favola raccontano con sincerità e vigore sorprendente dell'eterno potere dell'amore rammentandoci - necessità quanto mai urgente ed attuale - che il "finchè morte non vi separi" non è sola la classica formula nuziale di una routine cerimoniale ma il più importante e sodale giuramento e promessa di un patto d'amore capace di redimere l'umanità intera.
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