Per una volta i cloni sono più
interessanti e simpatici degli originali! Accade nel
nuovo thriller d'azione di Michael Bay The Island,
imprevisto flop di questa estate cinematografica americana
che sembra aver premiato commedie e film d'evasione
di puro intrattenimento!
Invece la fuga dei due cloni Lincoln Six-Echo (uno
spaesato - ad arte - Ewan McGregor) e Jordan Two-Delta
(la sempre linda e perfetta in ogni scena spericolata
Scarlett Johansson) non ha entusiasmato il pubblico
d'oltreoceano forse poco interessato agli intricati
risvolti di esperimenti eugenetici appoggiandone probabilmente
in cuor loro futuri e benevoli sviluppi.
La trama che invece il regista Bay racconta con il
suo ben riconosciuto stile sincopato ed adrenalinico
- alla Armageddon e Pearl Harbor per intenderci -
se nelle intenzioni dell'autore (il soggettista Caspian
Tredwell-Owen . non a suo merito lo script di debutto
"Amore senza confini") doveva essere un
feroce atto d'accusa contro il desiderio d'onnipotenza
dell'uomo finisce invece (involontariamente?) per
esaltare la perfezione ed umanità delle copie
in un ipotetico mondo popolato da cloni finalmente
liberi ed autonomi!
E se la messinscena sontuosa e curatissima nei dettagli
(plauso alle scenografie di Nigle Troy Philips ed
alla fotografia di Mauro Training Day Fiore) contribuisce
a rendere il plot (realmente avvincente nei primi
40 minuti ma più prevedibile e stanco nel suo
epilogo) visivamente seducente ci lascia altresì
intravedere un Michael Bay maggiormente interessato
e pronto per un cinema di contenuti più "alti"
e meno interessato ad effetti ed azione al cardiopalma
tout court.
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