Non può più trattarsi di una semplice coincidenza! A History of violence, Match Point, Cacciatore di teste: sono tutte pellicole con al centro personaggi di uomini disposti a giocare con il marcio delle proprie coscienze, farla franca e così indossare i nuovi panni di unesistenza normale conquistata con il sangue di vittime innocenti! Come fa Giorgio, leroe del film Arrivederci amore, ciao (il brano Insieme a te non ci sto più reinterpretato da Caterina Caselli fa da leit motiv allintero film) che segna il ritorno sul grande schermo del regista televisivo Michele Soavi. E un tipo sfrontato e cinico, scanzonato e maledetto (Alessio Boni ne interpreta con convinzione le diverse facce), un ex terrorista che ha deciso di non pagare il conto con la giustizia e tra pentimenti, delazioni e ricatti riesce ad evitare lergastolo ed arrivare alla completa riabilitazione. Una via crucis di sangue ed azione efferate che Soavi (dal romanzo omonimo di Massimo Carlotto) inquadra con una maestria tecnica che lascia poco spazio alle dietrologie politiche, agli sfondi di unItalia sociale e civile allo sbando, alle motivazioni etiche e fanatiche di una generazione malata per concentrarsi invece sulla personale e dolorosa odissea di un uomo costretto a tingere definitivamente di nero la sua anima per riuscire a vivere in un mondo buio. Non una via di scampo, una boccata dossigeno, un flebile raggio di sole allorizzonte per questo noir intriso di pessimismo esistenziale e con il quale a fatica ci riesce a specchiarsi. Dal coinvolgimento del poliziotto corrotto Anedda (disegnato da un Michele Placido semplicemente perfetto!) allultimo sacrificio che vede immolare la fidanzata Roberta (il quarto dora finale che la vede protagonista grazie alla naturalezza di Alina Nedelea sono le sequenze migliori del film!), assistiamo confusi e smarriti colpa anche di alcuni snodi e passaggi narrativi poco plausibili a questo percorso di redenzione sui generis che vede per lappunto leroe Giorgio trionfare alla stregua dei suoi recenti colleghi cinematografici allinizio citati. Tutti costretti a loro insaputa ad incarnare la licenziosità, il rischio, la deriva di unumanità moderna costretta al peggio per continuare a sopravvivere!
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