"Lui parla per la gente disperata, gente che non può parlare o che nessuno sta a sentire" James Hetfield - Metallica. "Non c'è niente di così macho come la sua voce. Una vera e propria minaccia che non ti aspetteresti da un ragazzo di 22 anni" Bono - U2. "Lui rappresenta veramente quello che sono questa terra e questa nazione, ne è il cuore e l'anima personificati" Bob Dylan.
Parole di elogio e stima per un chitarrista mingherlino nato in Arkansas nel 1936, un'autentica icona/leggenda della musica: Johnny Cash. Ed Hollywood, da sempre appassionata di biopic (si ricordi il recente successo di "Ray"), non poteva lasciarsi scappare questa ghiotta occasione e così eccola puntare i suoi riflettori sulle vicende umane/artistiche di questo idolo della musica country: dalla nascita in una famiglia di contadini alla sua lenta ma inesorabile ascesa - con annesso periodo di turbolenza autodistruttiva - che lo vide al fianco di nomi prestigiosi del rock and roll come Elvis Presley, Jerry Lee Lewis e lasciare un'impronta indelebile con il suo originalissimo sound martellante ed ipnotico. James Mangold - regista del film "Quando l'amore brucia l'anima" - non ha deluso le aspettative: il pubblico americano ha molto amato la pellicola (appassionandosi soprattutto alla contrastata love story tra Cash e la cantante June Carter) e l'industria è stata subito pronta a segnalare il film ai prossimi Oscar che così ha conquistato ben 5 nomination alle ambite statuette. Meritatissime quelle per gli interpreti Joaquin Phoenix (un Cash nervoso, fragile e spontaneo che subito ci conquista) e Reese Witherspoon (una vera e propria rivelazione) mentre per il resto ci si trova di fronte ad un classico biopic hollywoodiano peraltro coronato da un happy end che fa felici pubblico e distribuzione - che vede premiata la pellicola con tanti bei soldini tonanti - poco però facendoci emozionare e coinvolgere. E soprattutto poco illuminandoci sulla grandezza e valore di un artista che nel suo "camminare sulla linea" in pericoloso equilibrio tra genio e sregolatezza risulta "insipido" e poco glamour ad un pubblico al di qua dell'Oceano.
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