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genere:
thriller, noir

regia
:
Christopher Nolan

cast:
Christian Bale, Michael Caine, Hugh Jackman, Scarlett Johansson, Andy Serkis, David Bowie
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THE PRESTIGE

Che Christopher Nolan fosse un amante del prestigio era chiaro già prima di questa pellicola (basti pensare all'intricata vicenda psichica di Memento, alla situazione onirica in cui è costretto ad agire il protagonista di Insomnia, e allo Spaventapasseri di Batman Begins), ma che fosse in grado di rendere illusione e alterazione della percezione del reale efficaci tratti stilistici del suo fare cinema non era affatto scontato. Così se l'inganno (il trucco) è alla base del meccanismo cinematografico e ciò che il pubblico cerca in esso, Nolan, attraverso The Prestige, oltre a rendere omaggio a tale meccanismo, afferma esplicitamente di saper manipolare quell'inganno e di essere alla ricerca di un trucco sempre più strabiliante per porsi un gradino al di sopra degli altri prestigiatori.
Per realizzare l'impresa il regista torna ad essere affiancato dal fratello sceneggiatore Jonathan (la premiata ditta ha già firmato Memento e ora sta lavorando a The Dark Knight - il nuovo episodio di Batman, il cui titolo è già tutto un programma). L'uso del flashback, che fa (inevitabilmente) pensare a Memento, in questa circostanza è assolutamente funzionale al dispiegarsi della trama e non atto a fuorviare lo spettatore che (nonostante l'invito ad "osservare bene" che viene fatto ad inizio film) è concentrato a risolvere un altro enigma.
Ciò che si può appuntare è che tale enigma non è poi così enigmatico e originale, ma il modo in cui i fratelli Nolan hanno architettato la struttura e le soluzioni scelte ad ogni bivio sono decisamente ottimali per cui non si ha neanche il tempo di soffermarsi a pensarci su (del resto "il pubblico vuole essere ingannato").
Lo scenario che fa da sfondo alla vicenda dei due illusionisti Borden e Angier non poteva essere più ideale: una scura e fumosa Londra di fine Ottocento (alternata ad un'altrettanto nebbiosa ed eterea Colorado Springs).
La spietata rivalità tra i due protagonisti che (come vuole la migliore delle tradizioni) nascono amici, va avanti a colpi di giochi di prestigio che diventano via via sempre più pericolosi e occasione di mostrare e mettere in atto i rispettivi desideri di vendetta, ossessione e invidia (attraverso un ottimo uso del montaggio che alterna i vari episodi della narrazione in modo sempre puntuale ed efficace). A fare da riflesso a questa "battaglia" troviamo il dualismo (altrettanto feroce) Edison-Tesla, con un graditissimo e quanto mai indovinato David Bowie a rivestire i panni dello scienziato di origini croate.
Ed ulteriore conflitto che contorna la storia è quello tra Sarah e Olivia: la prima è una vittima reale dell'inganno, la quale si autodistrugge a causa di esso, non essendo in grado di concepire un'esistenza basata su questo presupposto; la seconda, invece, è una sorta di vittima simbolica, la quale vive addentro l'inganno, ma che, a un certo punto, rendendosi conto di essere solo una pedina inconsapevole dello stesso inganno, decide di abbandonare il "gioco".
Se Borden è consumato dall'ardore di essere il migliore illusionista, quello in grado di trovare sempre il nuovo trucco (quello più originale), Angier è, invece, corroso dall'assillo di potersi specchiare nello sguardo stupito del proprio pubblico dopo il numero dello spettacolo (emblematica in tal senso la scena in cui raccoglie l'applauso della platea da sotto il palcoscenico).
Viene così estratto un nuovo e affascinante coniglio dal cilindro. Cilindro che andrà poi a cumularsi assieme a tanti altri, abbandonati in un campo: immagine che rimanda ad una scena cimiteriale di morte; ma, anche se defunti, i cilindri non verranno dimenticati per via dello stupore che sono stati in grado di creare e l'impossibilità di essere riutilizzati producendo lo stesso effetto.

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