genere:
drammatico
cast:
Daniel Day-Lewis, Barry Del Sherman, Russell Harvard, Paul F. Tompkins, Kevin Breznahan, Jim Meskimen, Paul Dano, Kevin O'Connor, Ciarán Hinds, Dillon Freasier
regia:
Paul Thomas Anderson
sito ufficiale:
sito
|
| trama, scheda, film, recensione,
cinema, articolo, intervista, recensioni, critica, regia,
rassegna, stampa, festival, sinossi, trailer |
|
|
| IL PETROLIERE |
All'alba del 1900 i ricercatori d'oro vengono soppiantati dai ricercatori di petrolio e le sequenze iniziali del film ci mostrano proprio questo "avvicendamento". Le inquadrature scavano e fissano il cunicolo sotterraneo dove un uomo solitario piccona le rocce, determinato a sfidare le impervie condizioni di lavoro pur di ottenere l'ambita ricchezza (non a caso lo vedremo, poi, strisciare nel deserto con una gamba rotta, tenendosi stretta la preziosa pepita). Queste immagini lasciano spazio al battesimo di una nuova generazione di bramosi ricercatori col denso liquido nero (la mano sporca di Daniel Day-Lewis tesa verso il cielo è pronta a mescolare il petrolio col sangue).
L'epopea di Daniel Plainview si sviluppa essenzialmente tra il 1911 e il 1927, presentandoci un personaggio che rappresenta l'incarnazione dell'oro nero; un uomo il cui passato è relegato nel mistero e che avanza deciso e risoluto per realizzare i propri affari, calpestando tutto e tutti (così come il petrolio è capace di espandersi e sovrastare ogni cosa). Il suo volto sporco del viscoso liquido e avvolto nelle tenebre lascia distinguere solo due occhi spiritati e famelici che si godono un incendio dal quale scaturisce un'enorme nube nera (segnale incontrovertibile che nel sottosuolo risiede un oceano di ricchezza); e poco importa che l'incendio sia causa di tragiche conseguenze.
L'inarrestabile ascesa di questo spaventoso protagonista, che conduce all'isolamento sociale all'interno di una solida e tetra fortezza, vede lo sfruttamento di un orfano (rendere l'immagine di un'impresa a conduzione familiare basata su una famiglia in realtà inesistente) per l'acquisizione di terreni destinati alla trivellazione e l'omicidio di Henry (un fratello "impostore", ma innocuo e tutto sommato sincero: non cerco favori ma solo un lavoro).
La strada di Daniel incrocia la nascita di un altro fenomeno che caratterizza l'America, ossia quello dei predicatori e delle confraternite religiose. Eli Sunday è un falso profeta che tenta di affiancare (credendo di potergli tenere testa) Daniel alla guida della comunità di Little Boston; anch'egli determinato ad ottenere ricchezza e potere, sfruttando (però) le sue doti teatrali e oratorie durante i sermoni, attraverso i quali scaccia il male da luoghi e persone (con la mdp che si allontana ad ogni suo gesto).
La contrapposizione tra i due si fa sempre più tesa, con corpi che vengono schiaffeggiati e insudiciati nel terreno fangoso, oppure seppelliti in pozze di catrame. La fotografia di Robert Elswit esalta il giallo e il nero; i due colori che connotano gli elementi "concreti" della pellicola (che si oppongono al retorico e posticcio credo trascendentale di Eli) e destinati a mutare/distruggere la società, ossia il desolato territorio desertico e l'esplosivo petrolio.
Daniel è determinato a sbaragliare in ogni modo la concorrenza e non esita a inginocchiarsi dinnanzi a Eli, confessando i propri peccati, pur di ottenere la concessione per l'utilizzo di un terreno. Ma è una soluzione che gli permette di succhiare direttamente il sangue dell'agnello e di dimostrare l'essenza e la forza incontrastabile del suo potere. |
|