Thirteenth step è il secondo
sospirato album della band capitanata da Billy Howerdel ma
connotata a livello carismatico dalla straripante presenza
di Maynard James Keenan . Sono trascorsi oltre tre anni dal
folgorante debutto che portava il titolo di Mer de Noms, a
significare la volontà di raccontare storie di singoli
personaggi, ognuno emblematico di un particolare aspetto delle
passioni umane mentre il "tredicesimo passo" vuol
essere un omaggio da parte di Maynard (questa volta il suo
peso nella stesura dei testi e nella scelta delle tematiche
da affrontare è ben più consistente) alla città
di Los Angeles, dove vive proprio da tredici anni e che tanto
ha significato perla sua evoluzione artistica e per la sua
vicenda personale. In questo periodo, la formazione ha subito
alcuni veri e propri sconvolgimenti: la bassista Paz Lenchantin
ha preferito unirsi a Billy Corgan ed ai suoi Zwan (la cui
avventura è peraltro già finita), mentre Troy
van Leuween costituirà a breve la grande novità
in casa Queens of the Stone Age.
I Nostri non possono però lamentarsi, avendo reclutato
dal canto loro il pittoresco Twiggy Ramirez, già sodale
del Reverendo Manson, e il chitarrista James Iha (che però
non ha partecipato alle registrazioni) reduce dai fasti degli
Smashing Pumpkins (considerando inoltre che su molti di questi
artisti grava l'affascinante ombra di passate collaborazioni
con Trent Reznor, si potrebbe azzardare una battuta scontata
e dire che si tratta davvero d'un circolo virtuoso
.).
Il risultato non cambia, a livello sostanziale: i brani che
compongono l'itinerario oscuro ed introspettivo di Thirteenth
step sono caratterizzati dalle stesse atmosfere suggestive,
morbide ma totalizzanti che ci avevano fatto innamorare di
Mer de Noms, a partire dall'incipit di The package, che apre
in maniera sussurrata l'album e conquista immediatamente il
disarmato ascoltatore avvolgendolo nelle spire ammalianti
della voce quasi senza precedenti di Maynard, in un crescendo
di ritmo e di emozioni che svelano ben presto le intenzioni
dell'intero lavoro. Weak and powerless, storia di una dipendenza
(amorosa? chimica?) è il brano scelto come singolo,
che ci restituisce subito l'immagine di una formazione ispirata
e sicura del proprio talento e dei propri intenti.
Una menzione speciale anche per A stranger e The outsider,
episodi sicuramente meno immediati rispetto alla cifra stilistica
che aveva connotato il debutto della band ma non meno interessanti,
e per The nurse who loved me, un brano di Ken Andrews e Greg
Edwards interpretato dal fascinoso frontman in una maniera
accattivante e sofferta che ci trasporta indietro nel tempo,
in una dimensione allo stesso tempo infantile e perversa.
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