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AMBULANCE LTD
Ambulance Ltd |
label: TVT (2004)
formato: CD
genere: indie rock, dream pop, shoegaze
riferimenti: The Shins, Ride, Elliott Smith, I Am Kloot, My
Bloody Valentine
links: http://www.ambulancenyc.com/
voto: 7.5 |
A volte capita di scoprire quasi
per caso album usciti da qualche mese e passati quasi del
tutto inosservati, dischi sorprendenti nascosti tra le numerose
uscite e che solo a distanza riescono a conquistare un piccolo
spazio. Ultimo esempio era stato quel gioiello di “Chutes
Too Narrow” degli Shins, praticamente uscito di nascosto
salvo poi ritorvarsi in quasi tutte le playlist e riuscire
su un mercato più vasto: beh questo esordio dei newyorkesi
Ambulance Ltd segue lo stesso identico percorso.
Ascolti il loro cd e sembra uno di quei juke box dove all’interno
trovi tutti i generi e riferimenti che adori, un lavoro a
dire il vero non molto omogeneo ma che salta da un decennio
all’altro con disinvoltura e in modo intelligente, non
badando all’hype del momento ma scrivendo canzoni semplici
e di facile presa .
Non basta il puro shoegaze dell’iniziale “Yoga
Means Union” per inquadrare il lavoro, pezzo strumentale
così come “Heavy Lifting” il cui limite
sta solo nel non essere cantanto risultando così corpi
estranei anche se di valore (il secondo di matrice Stone Roses)
E’ “Anecdote” il primo delizioso quadro
dipinto dagli Ambulance Ltd un folk-pop con tanto di banjo
dall’andamento irresistibile e una forte ispirazione
Kinks, pezzo che al 40° secondo sembra accogliere la voce
di Elliott Smith e già questo potrebbe lasciare il
primo segno letale, stesso discorso per “Ophelia”
che non avrebbe sfigurato in XO del grande Elliott nonostante
qualche accenno chitarristico polveroso dal vago sapore western.
La dolce “Stay Where You Are” vira verso un suono
più affine ai Doves mentre “Sugar Pill”
suona come un pezzo preso in prestito da qualche colonna sonora
anni 60 e strapazzato dalla Beta band. “Michigan”
è esattamente a metà strada tra un sognante
country rock degno dei migliori Mojave 3 e le divagazioni
strumentali di Jeff Tweedy e dopo il doveroso omaggio ai beatles
(Stay tuned) si ritorno prepotentemente ad un suono più
grezzo, puro shoegaze quello di Swim che riporta un po’
al punto di partenza come se il loro punto di riferimento
fossero veramente i My Bloody Valentine.
Ma come avrete capito ci si può aspettare di tutto
in questo disco, per questo il vibraphone di “Young
Urban” non deve stupire se riporta ai primi The Cardigans
per poi chiudersi con una coda noise… potere dell’eclettismo.
Evitabile la cover di chiusura dei Velvet Underground, molto
più saggio sarebbe stato includere invece quella “Country
Gentlemen” inclusa come B side del singolo “Primative”
ma per questo esordio tutto è perdonato e se riuscissero
a mettere più a fuoco le loro idee o solamente si decidessero
cosa fare da grandi potremmo avere presto un grande lavoro. |
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