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AMUSEMENT PARK ON FIRE
Out of Angels
label: V2 (2006)
formato: CD
genere: wave
riferimenti: Husker Du, Pixies, My Bloody Valentine
voto: 7.3
Pronti a salire su un volaplano per solcare infinite praterie e paesaggi autunnali? Bene si parte, allora. Amusement Parks On Fire al secondo lavoro (lasciando fuori 3 mini) assolutamente idoneo all'ascolto, poichè tanta melodia forse non si era sentita neanche nel primo disco self titled. Sono molte le contaminazioni, per questo il voto non può essere elevato, si va dai Catherine Wheel ai Mogwai passando anche dagli Smashing Pumpkins... ma l'immaginazione prende sicuramente il volo quando si ascolta questo disco. Malinconiche melodie solcano facilmente le vie celebrali e guidano la respirazione col ritmo non così troppo sostenuto, senza distrarre il rilassamento.
Stupefacenti le chitarre che si aprono a ventaglio creando un ambiente psichedelico molto efficace. La voce, forse ancora più zucherosa del primo album (assomiglia a quella di Grant Nicholas dei Feeder), rende dolcissimi i messaggi (sconsiglio sicuramente l'ascolto quindi a persone con problemi "di cuore", ricadrebbe facilmente nel ricordo) e coadiuva palesemente la memoria, un viaggio a ritroso verso tutti i momenti intensi vissuti e un inno quindi alla vita e alla positività sorprendente che può emanare in ogni suo momento, senza però far dimenticare che calpestare buche durante il tragitto fa parte del nostro stesso viaggio. Ed anche questo è un altro messaggio importante: la sua malinconia sicuramente aiuta ad enfatizzare l'errore umano come mattonella indispensabile per costruire correttamente la strada verso il proprio futuro. Nessuna canzone spicca particolarmente, l'emotività resta alta in ogni traccia a parte la zona finale del cd, le ultime 4 tracce alzano ancora di più il mirino sulla corteccia celebrale: "Blackout", l'imprescindibile "Await Lightning" (forse la migliore), "No Lite No Sound" e "Cut To Future Shock" sono di una poesia maestosa.
Gruppo destinato al successo commerciale (e lo spererei davvero), necessario ad allevare le orecchie dei futuri teenager, che immaginando i paesaggi crepuscolari degli A.P.O.F. sicuramente cresceranno con l'idea giusta di cosa sia musica "cinematografica" (non di applicazione cinematografica, attenzione, al massimo si può usare nei titoli di coda) o perlomeno musica che favorisce l'immaginazione, e ce ne sarebbe davvero bisogno! Forza allora! Viva gli Amusement Parks on Fire!!
invia la tua recensione Francesco Iannò
  maggio 2006
 
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