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BANCO DE GAIA
You Are Here
label: Disco Gecko / Family Affair
formato: CD
genere: electro
riferimenti: Loop Guru, Transglobal Underground
voto: 8
Quando la jungle e gruppi come Massive Attack e Tricky spopolavano ed i recensori di turno non perdevano occasione per osannare questa rinascita della musica electro, Toby Marks (mentore unico di Banco de Gaia) pubblicò “Big Men Cry” (siamo nel 1997) e i critici musicali bollarono questo lavoro come datato e privo di spunti innovativi gridando all’eresia solo perché nell’ultimo brano dell’album vi era un accenno alla Jungle. Con il tempo il nostro pubblicò, prima di questo You Are Here, altri due album passati quasi inosservati o trattati con superficialità in considerazione del fatto che il buon Toby veniva visto avviato sul viale del tramonto e, quindi, allo stesso non veniva data la considerazione che meritava. Fortunatamente il nostro menestrello incurante di queste chiacchiere e delle mode del momento ha sempre tirato avanti per la sua strada e quasi a voler rispondere a tutti quelli che lo hanno messo quasi nel dimenticatoio pubblica un album che già dal titolo avvisa l’ascoltatore cioè Tu Sei Qui, se nel modo di Toby Marks quindi se si vuole partire in compagnia del nostro bisogna farlo con mente lucida e priva di pregiudizi, allo stesso modo come il buon Toby ha continuato in questi ultimi anni a produrre buona (se non anche ottima in alcuni casi vedi il doppio Last Train To Lhasa). A mio avviso Banco de Gaia con questo lavoro ha voluto tracciare una nuova rotta all’interno di paesaggi incantanti dove idealmente Venere ( dalle nostre parti in questi giorni, ed intesa anche come dea della bellezza) ci sfiora indicandoci terre da essa illuminate dove poterci appoggiare con i nostri padiglioni auricolari che diventeranno i depositari di nuove melodie iniziatrici verso il culto della bellezza che Venere più di altre rappresenta.
Il legame che si verrà a creare dopo quest’ascolto sarà non soltanto con l’album in questione ma anche con lo stesso autore che, senza far si che l’album diventi frammentario e fin troppo eclettico, ci propone diverse soluzioni che svariano dal rap contaminato da chissà quale rapper extraterreste ed idealmente collegato in termini di atmosfera al brano che dà il titolo all’album, al groove assassino di “Zeus No like Techno” dando all’album quel tocco di mitologia che lo fa assurgere a prova definitiva anche per le generazioni future alle quali viene dato a futura memoria un lavoro che potrà esaudirli nel caso volessero sapere come era all’inizio del 21 secolo la musica che in un futuro ormai vicino sostituirà quella che oggi la MTV odierna trasmette come musica di largo consumo ( sperando che le nuove leve abbiamo naturalmente più orecchio dei loro predecessori), non disdegnando anche dei passaggi di autentico romanticismo che avvolgono l’ascoltatore in modo da voler sentir vicino l’affetto le carezze ed i baci della persona con la quale in quel momento dividiamo la nostra vita che se pur non presente al momento dell’ascolto dell’album idealmente ci sarà vicino nel compiere tutte quelle effusioni d’amore di cui sentiremo il bisogno con il trascorrere dell’ascolto.
In definitiva You Are Here ci guida in luoghi dove incantevoli riverberi ci vengono dati a noi da Banco de Gaia con incantevole semplicità di chi è realmente innamorato della musica e con ingenuità la porta a nostra conoscenza dopo aver tanto lavorato.
Fate che il buon Toby non rimanga deluso, ricompensatelo!
invia la tua recensione Gianluca D'Amato
  giugno 2004
 
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