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oggetto: recensione |
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BELLE AND SEBASTIAN
The Life Pursuit
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label: Rough Trade/Self (2006)
genere: Pop-Rock
riferimenti: Thin Lizzy, Ryan Adams
links: http://www.belleandsebastian.com/
voto: 8
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| Quale potere possiede l'arte se non quello di stupire e ammaliare il fruitore? Altre frecce nella sua faretra ne avrà senza dubbio ma le prime che ci vengono in mente sono preprio quelle citate sopra. Per questo, nel mercato discografico che conta (non quello che vende si noti), le band più longeve sono molto spesso quelle che più di altre hanno saputo rinnovarsi. Fossilizzarsi in un genere o più semplicemente in uno stile collaudato è un suicidio. Ritrarre il passato con i colori sbiaditi del presente; questo è quello che fanno molti gruppi che non sanno osare. Non è questo il caso dei Belle and Sebastian, band scozzese arrivata alla soglia dei dieci anni di attività. Il prestigioso traguardo viene festeggiato con l’uscita di “The Life Pursuit”, disco coraggioso e intenso. I ragazzi di Glasgow, raggiunto il successo di critica e di pubblico, decisero nel '98 di dare una sterzata al loro sound (fatto di melodiee eteree e di arrangiamenti delicati) e di affacciarsi al mondo con uno sguardo più pop. Quest'ultimo disco si accoda alle decisioni prese alla fine degli anni '90; Stuart Murdoch e compagnia intraprendono strade solari e primaverili con una strizzatina d'occhio all'Indie Rock e al Pop Cantautorale (Funny Little Frog è un pezzo che, in questo senso, ti si incolla in testa senza chidere il permesso). Fanno capolino quindi arrangiamenti più giocosi e meno intimisti (White Collar Boy, The Blues Are Still Blue); il risultato è un cantato in cui si esprime felicità, ironia ed energia. Le chitarre sono presenti in massiccia dose ma la loro formula non risulta ossessiva e la fusione con strumenti ad arco e con le tastiere è veramente ben riuscita. Sia chiaro, siamo di fronte ad un disco dei Belle and Sebastian (la ricerca della melodia perfetta è sempre un cruccio per Stuart Murdoch) ma la sensazione è che i ragazzi di Glasgow hanno ancora molto, moltissimo da dire. |
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